CIRILLI RIPARTE DA 53 FIRME E SI SOSPENDE DA AN
Il consigliere regionale sceglie di essere coerente e si autosospende da Alleanza nazionale. Un atto estremo per rivendicare la validità di una battaglia che prosegue da oltre sette mesi.
53 firme per sottoscrivere l’auto sospensione da Alleanza nazionale. Una battaglia che va avanti ed è arrivata al capolinea. Intorno al tavolo il consigliere regionale, Fabrizio Cirilli, i consiglieri provinciali Maurizio Lucci e Roberto Migliori, l’ex assessore Stefano Orsini e l’assessore provinciale Massimo Giovanchelli. Tanti fogli tra le mani di Cirilli su cui erano state apposte le firme di tre sindaci, Sabaudia, Terracina e Maenza, di 12 assessori, 3 consiglieri provinciali, 25 consiglieri comunali, 10 responsabili cittadini di An ed un assessore provinciale. Per il Comune di Latina hanno sostenuto la battaglia Angela Crisci, Stabile, Fabio Cirilli, Giuseppe Campagna, Paolo Spolon. “Questa è un’estrema forma di auto tutela verso i principi di Alleanza nazionale e del nostro modo di fare ed intendere la politica – spiega Fabrizio Cirilli – ed un atto di rispetto verso l’elettorato”. C’era serenità nell’aria. La sede di Nuovi ideali ha ospitato anche una serie di battute. La maggior parte legata alla gestione monarchica di un partito che, fatta eccezione per l’apparenza, è gestita da una sola testa. Quella del sindaco di Latina, Vincenzo Zaccheo. “La nostra non è una battaglia diretta a Giuseppe Mochi o dettata da problemi di ordine personale con l’attuale presidente provinciale di An – continua il consigliere regionale – ma contro un sistema di fare politica che riteniamo sbagliato e non rispondente alle esigenze dei cittadini che ci hanno votato”. Il problema, da una parte e dall’altra, sono le persone. La base di un partito che manca di punti di riferimento. La gente capisce poco le alchimie politiche e le gradisce ancor meno. Quando vede che i leader di un partito trovano l’accordo, è contenta. Gli esponenti de “l’altra faccia della politica” hanno preso pazientemente, dall’armadio degli attrezzi, l’accetta ed hanno elencato i motivi di questa scelta. Il partito di Zaccheo non esiste più. Al centro della discussione un potere che, in nome del rispetto delle identità, ha amministrato con distratta miopia. Se è vero che oggi Zaccheo e Mochi restano i maggiori azionisti di Alleanza nazionale, è vero anche che non ne presiedono il sindacato di blocco. Che faranno ora i dissidenti? “Saremo - annuncia Cirilli – come la goccia cinese”. L’ idea di trasformare An gli frulla per la testa da oltre sette mesi. Da quando ha raggiunto le 28 mila preferenze che lo hanno riconfermato consigliere in Regione. La sospensione sottoscritta riguarda le logiche di partito e non il ruolo ricoperto. “Ci riserviamo – interviene l’assessore provinciale, Massimo Giovanchelli – di seguire quei principi e quei programmi per cui siamo stati votati e non un sistema fondato su minacce e indecisioni”. In questa fase resta difficile aspettarsi passi risolutivi da Zaccheo fino a quando non deciderà sulla propria successione. Quello che viene chiesto a gran voce è il commissariamento. Ma? A decidere sarà Roma. I vertici regionali di Alleanza nazionale potrebbero cogliere al volo questo spiraglio. La frattura pontina, emersa a ridosso delle elezioni politiche ed in piena campagna elettorale, è un rospo difficile da ingoiare. La soluzione potrebbe essere quella di inserire nella direzione provinciale un uomo magari destinato a sostituire Zaccheo alla Camera. “Non accetteremo ingerenze romane – spiega Fabrizio Cirilli – se arriverà il Martinelli della situazione lo rispediremo a casa”. Quindi? Si cerca una gestione locale del partito e del potere. La riunione è stata anche il luogo della denuncia. Quella rivolta verso l’assenza assordante di Vincenzo Zaccheo e di Riccardo Pedrizzi che, come Ponzio Pilato, di questa diatriba si sono lavati le mani. “Non hanno svolto il proprio ruolo – spiega il consigliere regionale – che doveva essere quello di riportare al coordinatore regionale Aracri la giusta lettura dei fatti.
Il Territorio 22 ottobre 2005