Convenzione Comune di Minturno/Segimm srl
Questa sera in discussione c’è la valutazione e l’approvazione dello schema di convenzione tra il Comune di Minturno e la Segimm srl; corre l’obbligo, però, di articolare una stringata digressione per precisare alcuni aspetti utili alla migliore comprensione dell’argomento.
In primo luogo, è quanto mai opportuno ricordare che l’iter burocratico, portato avanti con pervicace ostinazione dalla maggioranza, appare viziato. Infatti, tutte le deliberazioni consiliari, con le quali è stata prima individuata la localizzazione dell’area per insediamento del centro commerciale (Del. C.C. 38/04), poi adottata la variante al piano regolatore generale (Del. C.C. 81/05) e successivamente accertata la mancanza di osservazioni (Del. C.C. 36/06), sono state adottate nonostante il parere negativo espresso dal Responsabile del Servizio Urbanistica.
Tale parere negativo è stato addirittura ribadito anche in seno alla conferenza di servizio in occasione della quale l’arch. Lucia Gallucci ha confermato tutte “le perplessità di natura urbanistica riportate nel parere di regolarità tecnica espresse per le delibere di C.C. 38/04, 81/05 e 36/06”. Non devo aggiungere altro, appare evidente dalle dichiarazioni del funzionario responsabile del settore urbanistica che è stata volutamente disattesa, e non è l’unico caso a Minturno, la normativa in materia urbanistica.
Un secondo aspetto, che vale la pena sottolineare, riguarda le priorità della Giunta Sardelli. Tre anni fa iniziò l’iter per la realizzazione del centro commerciale contestualmente a quello per la realizzazione di una strada da realizzare presso il liceo scientifico L.B. Alberti.
A tre anni di distanza il progetto presentato dal privato è in dirittura di arrivo mentre per la realizzazione della strada i cittadini dovranno attendere e nel frattempo sperare. Dunque, due pesi e due misure, l’interesse dei privati prima, gli interessi dei cittadini dopo o forse mai.
Entriamo nel merito della convenzione non prima di rilevare che si continua a commettere un errore che, dopo tanti anni dall’approvazione della legge Bassanini, appare inverosimile. Capita ancora troppo spesso di vedere degli atti gestionali sottoscritti o deliberati da organi politici di questo Comune. Invito, pertanto, a rivedere il documento: non può essere il Sindaco a sottoscrivere la convenzione, almeno su questo avrete il buon senso di convenire.
Nessuno della Giunta, compreso l’assessore Moni, che ha relazionato, è stato capace di spiegare in che cosa consistono le opere da realizzare di valenza “pubblicitaria intercomunale” e questo la dice lunga sull’effettiva conoscenza da parte dell’amministrazione di tutti gli aspetti che saranno regolamentati dalla convenzione posta in discussione.
A noi pare piuttosto una trovata pubblicitaria, fumo negli occhi dei cittadini, per distogliere l’attenzione dalla realtà.
Questa convenzione rappresenta la dolce glassa con la quale si vuole rivestire un boccone indigesto.
Non si può tralasciare di ricordare i risvolti socioeconomici negativi che la realizzazione di questo centro commerciale, grande una volta e mezzo il centro “Itaca”, comporta.
Non si possono sottacere nemmeno i dubbi sulla effettiva capacità della società di onorare tale oneroso impegno. La Sogimm srl, infatti, è una società a responsabilità limitata con un capitale sociale di soli novantatremila euro; dove troverà tutte le risorse per realizzare il centro commerciale e, in aggiunta, per regalare cinquecentomila euro al Comune di Minturno?
All’articolo tre della convenzione troviamo un elenco di opere di valenza pubblica che il Comune di Minturno intende realizzare, purtroppo non sono chiari i costi dei singoli interventi e manca un piano economico generale. Basta poco, però, per capire che la somma messa a disposizione è insufficiente e potrà bastare, nella migliore delle ipotesi, per realizzare il manto erboso sintetico per il campo sportivo Caracciolo Carafa e forse per acquistare il terreno sotto la casa comunale.
Emerge, ancora una volta, la rovinosa superficialità con la quale l’attuale Giunta comunale affronta le questioni amministrative.
Altre potevano essere le priorità, in merito all’acquisto del terreno sarebbe stato opportuno acquistare l’area prospiciente le mura megalitiche. Un angolo prezioso del nostro territorio, posto a poche decine di metri dal lungomare, con una valenza archeologica notevole. Oggi, quel terreno è infestato dalle erbacce, che il proprietario non taglia da anni e la recinzione è tutta arrugginita. Veramente uno spettacolo indecoroso per una cittadina dalla pretesa vocazione turistica. Potremmo realizzare un bel parco in tale area e valorizzare nel contempo un bene archeologico dal valore inestimabile.
Ci pare assurdo continuare a investire sul campo di calcio Caracciolo Carafa considerato che tale campo ha grossi limiti strutturali che, addirittura, impedirebbero il suo utilizzo nel caso dell’auspicata promozione nelle categorie superiori.
Noi suggeriamo di valutare l’ipotesi di rispolverare il progetto di realizzazione di un centro sportivo, con uno stadio polivalente, in località Faraone. Continuare con interventi miopi e non risolutivi ci appare oltremodo sconveniente, antieconomico e improduttivo.
Proseguendo nella disamina delle clausole della convenzione, prendiamo favorevolmente atto dell’eliminazione della postilla 4) al primo comma dell’articolo 4, riguardante gli oneri accessori. Invece, appare vessatorio il punto 2) dell’articolo 5, che condiziona il rilascio del permesso a costruire previa sottoscrizione della presente convenzione. La convenzione oggetto del dibattito dovrebbe, al contrario, essere il frutto dell’esclusiva ed unilaterale liberalità della Segimm srl.
Quanto fin qui argomentato deve fare riflettere i colleghi consiglieri. Prima di approvare la convenzione, che così come è stata presentata appare come un diversivo per far passare in secondo piano tutte le forzature e le incongruenze di un iter burocratico viziato all’origine, bisognerebbe meditare serenamente e non poco.
La munifica donazione non ci pare essere sufficiente a realizzare tutte le opere elencate che, così poste, hanno solo una valenza pubblicitaria. La realizzazione del centro commerciale, in effetti, apporterà pochissimi benefici alla collettività che sarà condizionata negativamente dalla realizzazione di questa imponente struttura.
Probabilmente, una volta ottenuto il permesso a costruire, la Segimm srl provvederà all’alienazione del progetto ottenendo, senza sacrifici, un utile considerevole. D’altronde, sino ad ora, dalla variante al piano regolatore, hanno ottenuto un apprezzabile vantaggio solo i proprietari delle aree oggetto della controversa mutazione della destinazione d’uso.
Oggi la maggioranza ritiene di procedere all’approvazione di una “vantaggiosa” convenzione e finge di credere che il lungo elenco delle opere inserite nell’accordo possa essere realizzato con la somma prestabilita. Appare, invece, evidente la reale valenza dell’operazione e solo un ingenuo potrebbe credere a tale grossolana trovata propagandistica.
A futura memoria della convenzione in argomento, seducente “specchietto per le allodole”, resteranno agli atti queste dichiarazioni; forse un manto di erba sintetica e magari un piccolo appezzamento di terreno sotto le mura della sede del Comune; tanti problemi di natura sociale ed economica che la Giunta Sardelli lascerà in eredità alle future generazioni e, soprattutto, un atroce dubbio sull’effettiva rispondenza del Centro Commerciale alle prescrizioni di natura urbanistica.
Minturno 19 ottobre 2007
Ercole Conte