Rifiuti, per chi suona la campana
In questi giorni assistiamo impotenti all’estendersi in gran parte della vicina Campania dell’emergenza rifiuti. Montagne di sacchetti di spazzatura, che arrivano addirittura ai primi piani degli edifici, occludono le strade ed i negozi sono costretti a chiudere causa “monnezza”. Con l’arrivo delle tenebre prendono il loro avvio macabri riti ancestrali, bagliori si levano dalle fiamme che divorano i rifiuti accumulati diffondendo, tutto attorno, miasmi insopportabili e venefiche particelle di diossina. Le autorità sono impotenti ed i cittadini indignati. La camorra, invece, già intravede nuove fonti d’introito derivanti dall’ennesima emergenza. Della salute dei cittadini non importa niente a nessuno, fra pochi anni assisteremo ad un nuovo spaventoso aumento di forme tumorali tra una popolazione che nell’ultimo decennio detiene questo poco invidiabile primato. Le cause di tutto ciò sono universalmente conosciute ed altrettanto noti sono i responsabili, che, noncuranti dei danni arrecati, continuano ignobilmente a restare sulle loro remuneratissime poltrone. Questo stato di cose che sta coprendo di ridicolo l’intera nazione italiana non ci deve lasciare indifferenti. Quanto sta succedendo al di là del Garigliano è solo l’epilogo di un processo che ha preso il suo avvio anche nella nostra provincia. Il mefistofelico meccanismo delle società miste sta sempre più prendendo piede nella nostra provincia con le stesse procedure e con gli stessi figuri attori di un film già visto. L’insulsa complicità tra politica e colletti bianchi della camorra si è rafforzata ed è solo un particolare irrilevante la posizione politica degli interlocutori pubblici. Il gioco delle emergenze (fin qui solo minacciate) comincia a funzionare anche da queste parti, nello stesso tempo i cittadini cominciano ad assuefarsi a disservizi sempre crescenti.
Minturno, da parte sua, è già molto in avanti in questa incredibile corsa verso il baratro. La disattenzione o, per meglio dire, la colpevole complicità del gotha politico minturnese sta portando il nostro Comune verso un punto di non ritorno. Intanto, mentre il sindaco farnetica sull’opportunità di realizzare un inceneritore sul territorio comunale, l’impresa che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani, in proroga da oltre due anni, continua a ricevere soldi per un servizio che non ha mai effettuato: la raccolta porta a porta dei rifiuti umidi. Questo servizio virtuale, istituito con una delibera illegittima e fatto partire senza neanche la sottoscrizione di uno straccio di contratto, apporta nelle casse di tale società oltre cinquecentomila euro l’anno. Ad oggi i cittadini hanno pagato inutilmente oltre tre miliardi di vecchie lire. Di raccolta differenziata neanche a parlarne, nonostante due ampliamenti di tale specifico servizio, costati alla collettività duecentomila euro annui. La percentuale di raccolta differenziata si attesta intorno al cinque per cento, di conseguenza il cittadino paga somme maggiori anche per la discarica dei rifiuti indifferenziati. Tutti i sacrifici dei cittadini, le ingenti somme di tasse pagate sono vanificate dalla perversa complicità tra l’Amministrazione comunale e l’impresa affidataria del servizio che, ironia della sorte, si è aggiudicata il nuovo appalto proprio in virtù dell’altissimo punteggio ottenuto per il progetto di raccolta differenziata presentato. Disgraziatamente, quanto sta succedendo a Napoli e nei paesi limitrofi prefigura quello che sarà il futuro prossimo venturo del nostro territorio. Purtroppo, ciò che sta accadendo di là del Garigliano è una campana a distesa che sta suonando anche e soprattutto per noi.