Cessione proprietà comunali in località Recillo.
Ancora una volta il Consiglio comunale è stato chiamato a decidere sull’opportunità di alienare alcune parti del patrimonio comunale. Per tre volte questo punto è stato inserito nell’ordine del giorno e poi ritirato, ma questa volta si vocifera che ai Consiglieri di maggioranza sia stata “imposta” la votazione favorevole.
Noi ci limiteremo a ribadire con forza le argomentazioni che in altre occasioni avevano fatto desistere questo consesso dall’approvare la svendita del patrimonio comunale aggiungendo, per sgombrare il campo da inutili equivoci, che in caso di approvazione di questo punto riteniamo che la questione vada sottoposta all’attenzione della magistratura contabile per il danno erariale ed il danno patrimoniale che si potrebbero configurare in questa ambigua operazione oltre che all’attenzione della Procura della Repubblica tutti gli aspetti poco chiari che abbiamo avuto modo di rilevare.
Già in occasione della presentazione di questo argomento, lo scorso mese di novembre, abbiamo reso pubbliche le nostre perplessità riguardo alla cessione dei terreni comunali ubicati in località Recillo poiché intravedevamo, nel complesso iter di questo passaggio di proprietà, il pericolo di interessi e di commistioni tra amministratori e privati cittadini a discapito del patrimonio del Comune di Minturno.
Purtroppo, e in questo caso, probabilmente, ripeteremo un concetto già espresso, la Giunta persegue un unico obiettivo cioè la soddisfazione degli interessi di pochi cittadini legati a diverso titolo all’Amministrazione a detrimento della collettività amministrata.
Non è più tollerabile la vile acquiescenza dell’Amministrazione nei confronti di occupanti abusivi che hanno arbitrariamente violato la proprietà comunale ed hanno occupato abusivamente parte dei beni demaniali realizzandoci persino degli immobili in violazione della legge.
Oggi, probabilmente, si vogliono cancellare decenni di colpevole inerzia e di vile complicità con gli autori degli sconfinamenti, delle occupazioni abusive nonché delle costruzioni illecite sul demanio comunale mediante la svendita della proprietà comunale.
Entreremo nel merito della questione non prima di aver chiarito che l’argomento per essere inteso deve essere suddiviso in due parti di cui una riguarda i terreni posti a destra del rio Recillo, dove ci sono stati degli sconfinamenti ed alcune occupazioni sul demanio reso indisponibile da specifica deliberazione consiliare e l’altra a sinistra del rigagnolo dove si vogliono cedere delle aree che risultano essere parte di una strada definita impropriamente senza sbocco.
Iniziamo dalla parte sinistra. A bando le ipocrite definizioni: la strada è senza sbocco solo perché vi hanno realizzato sopra un manufatto abusivo. Per quali ragioni nessuno è intervenuto nel far eliminare questo gravissimo abuso edilizio posto in essere sulla proprietà comunale?
A Minturno si permette di costruire abusivamente, a cinquanta metri dal mare, sul tracciato di una strada prevista nel piano regolatore e poi si vendono le parti restanti ad altrettanti occupanti abusivi poiché tali aree sono surrettiziamente ritenute quali inutili relitti. L’approvazione di questo punto dell’ordine del giorno vi rende tutti complici delle omissioni e delle falsità negli atti che al riguardo hanno commesso i politici ed i funzionari che si sono alternati nel tempo nella gestione della cosa pubblica.
Il piano regolatore prevedeva una strada là dove adesso ci sono costruzioni abusive e rifiuti di ogni genere. Peccato, avremmo avuto la possibilità di realizzare una strada parallela a via Cristoforo Colombo. Con questa strada avremmo potuto istituire con facilità, sul vicinissimo lungomare, un’ampia zona pedonalizzata. Peccato! La lungimiranza non è mai stato il forte di certi signori che si vantano di stare al governo di questa città, tranne brevissime interruzioni, dagli anni settanta.
Le aree che si vogliono alienare poste sulla riva destra di rio Recillo sono rappresentate quasi tutte da sconfinamenti dei vicini che, approfittando dell’incuria e della disattenzione dell’amministrazione, hanno pensato bene di allargare le pertinenze delle loro ville.
Sarà necessario verificare se ci sono state in questa vicenda condotte sanzionabili penalmente, considerato che ci sono troppe zone d’ombra e troppe reticenze da parte dell’Amministrazione e dell’apparato burocratico del Comune di Minturno.
Infatti, ci appare assurda la volontà dell’Amministrazione di vendere dei terreni facenti parte dell’area che è stata individuata, con deliberazione del Consiglio comunale n. 4 del 16 gennaio 2002, e destinata alla finalità prevista della legge n. 113 del 1992. Tale area, quindi, ha una specifica destinazione d’uso, pertanto, non può essere oggetto di alienazione, né può, secondo la citata legge, art. 3, essere successivamente destinata a funzione diversa da quella di verde pubblico.
A nostro avviso non si può cedere un’area asservita dove sono piantumati gli alberi che rappresentano i ragazzi nati e registrati all’anagrafe del nostro Comune dal 1992 ad oggi specialmente se in alcuni tratti si viene a creare una soluzione di continuità tra terreni di proprietà del nostro Comune.
La volta scorsa avevamo detto che era più importante difendere la proprietà comunale piuttosto che alienarla a favore di persone che hanno dimostrato la totale mancanza di rispetto per i beni che appartengono a tutti i cittadini e in quella occasione avevamo proposto di investire in questa zona acquistando ulteriori appezzamenti di terreno per potere realizzare un vero e proprio “polmone verde” attrezzato con strutture ludiche e sportive, posto giusto al centro del lungomare tra Scauri e Marina di Minturno.
Avevamo pure chiesto di deliberare affinché si giungesse tempestivamente alla restituzione delle aree occupate abusivamente e ci appare inammissibile verificare che, a distanza di quasi un anno, si reitera la stessa proposta di deliberazione con l’aggravante, questa volta, di non aver promosso alcuna azione per il recupero delle aree occupate illegalmente né imposto il pagamento della tassa per l’occupazione del suolo pubblico.
Portiamo all’attenzione del Consiglio un ulteriore aspetto che la volta scorsa non avevamo avuto modo di esplicitare. Questo aspetto è pertinente alle risultanze contabili che deriverebbero dall’approvazione della deliberazione di cui si discute.
Osserviamo che nonostante il Comune fosse a conoscenza delle occupazioni abusive non esistono agli atti intimazioni al pagamento o iscrizioni a ruolo per la TOSAP, cioè per la tassa per l’occupazione del suolo pubblico, che ai sensi dell’art. 13 del relativo Regolamento è dovuta anche dagli occupanti abusivi. Questa omissione è gravissima atteso che ai sensi dell’art. 38, comma 4, sono soggette all’imposizione comunale tutte le occupazioni di qualsiasi natura effettuate, anche quelle senza titolo.
La somma ridicola per la quale questo consesso si appresta a svendere il patrimonio immobiliare del Comune di Minturno è comprensiva anche della tassa dovuta dagli occupanti per gli anni precedenti, in altre parole si tratta di un ulteriore “benevola” concessione agli abusivi.
Resta, però, da chiarire quale è la parte relativa al costo dell’immobile ceduto e quale di essa rappresenta la somma delle annualità pregresse nonché della morosità pertinenti alla tassa di occupazione del suolo pubblico. Come saranno imputate queste somme nel bilancio? Come intendete utilizzarle?
Minturno 30 settembre 2007
Ercole Conte