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BILANCIO DI PREVISIONE 2007

Il Bilancio di Previsione è un documento contabile di fondamentale importanza per qualsiasi ente tranne per il Comune di Minturno.

Sulla riva destra del Garigliano, per i Consiglieri di maggioranza, il bilancio del Comune è un argomento da discutere tra le varie ed eventuali, una “seccatura” da togliersi dai piedi, il prima possibile e nel minor tempo possibile, senza prestare la necessaria attenzione.

Noi, invece, l’attenzione necessaria l’abbiamo prestata al documento contabile di previsione per l’anno 2007 e ne abbiamo ricavato elementi tali da poter dire che questo bilancio è caratterizzato da una pericolosa ed eccessiva presenza di entrate che, più che virtuali, considerato che non esistono precedenti al riguardo, sono aleatorie. Azzardate, dunque, poiché sono somme, previste in entrata, ricavate dalle multe degli autovelox che, fino a prova contraria, non corrispondono ad un dato certo ovvero storico accertato.

Prima di entrare nel vivo della discussione sul bilancio è opportuno fare un breve excursus su quelle che sono le deliberazioni approvate dalla Giunta comunale che, com’è noto, devono essere valutate ed approvate da questo consesso.

Entrerò, dunque, nel merito di ognuna di queste deliberazioni.

Delibera Giunta Comunale n. 74: Proposta aliquota I.C.I. per l’anno 2007.

Il gruppo civico “Tradizioni e Valori” ha accolto favorevolmente la proposta della Giunta comunale di abbassare di un millesimo di punto l’aliquota I.C.I. relativa all’unità immobiliare adibita ad abitazione principale del soggetto passivo.

Certo si poteva fare di più se solo l’amministrazione avesse deciso di abbandonare la strada dello spreco e dello sperpero del denaro pubblico per andare nella direzione di un’amministrazione efficiente ed efficace.

Dobbiamo accontentarci! Questo ci passa il convento.

Il primo problema che si presenta, andando a verificare nel concreto la manovra finanziaria della Giunta comunale, riguarda la copertura di tale decremento nelle entrate previste.

Non esiste al momento alcuna soluzione poiché la deliberazione di G.C. n. 72/07, quella cioè che sotto sotto doveva far pervenire nelle casse comunali le somme necessarie per coprire la falla creata è, di fatto, illegittima e non permette di quantificare dei dati certi per mettere in condizione i contribuenti di calcolare l’effettivo esborso dovuto per pagare l’ICI sulle aree fabbricabili.

In sostanza, quella che Sardelli aveva annunciato ai cittadini era una “bufala”. Sardelli, infatti, aveva annunciato la riduzione dell’ICI per la prima casa di un millesimo di punto, ma non aveva detto che la somma minore introitata sarebbe stata pagata dai cittadini che possiedono delle aree fabbricabili.

Nella sostanza il carico tributario per la collettività è rimasto invariato, anzi, se consideriamo l’aumento delle tariffe di alcuni servizi a domanda individuale ci accorgeremo che le tasse pro capite sono aumentate.

Ci preme in questa sede rilevare un singolare aspetto della decisione dell’Amministrazione, che consiste nel favorire oltremodo una sparuta minoranza di cittadini a detrimento di tutti gli altri.

Praticamente questa amministrazione agisce come a Superciuk, personaggio dei fumetti, creato da Max Bunker, che ruba ai poveri per dare ai ricchi.

In effetti la diminuzione di un punto di millesimo dell’aliquota rappresenta una manovra totale di circa 99.000 Euro. Ora, se si lasciano le cose così come ha previsto la Giunta comunale, sempre che, come ha sottolineato il Collegio dei Revisori dei Conti, si determinino economie ovvero pari entrate da altri cespiti, ne deriva un risparmio che è maggiore per coloro i quali hanno degli immobili dal valore catastale particolarmente elevato. Ne consegue che coloro che hanno delle abitazioni dal valore esiguo non sono toccati dall’annunciata agevolazione.

Il gruppo civico “Tradizioni e Valori” aveva proposto uno specifico emendamento che proponeva, a parità di gettito della manovra prevista, l’aumento delle detrazioni per tutti coloro i quali posseggono una unità immobiliare adibita ad abitazione principale.

L’effetto benefico di tale operazione si sarebbe spalmata sulla totalità dei contribuenti e dei possessori della prima casa.

I dati in nostro possesso, che ci sono stati forniti dall’ufficio preposto, parlano chiaro. I contribuenti che posseggono un immobile adibito ad abitazione principale sono 6.510 ed ad oggi con la detrazione prevista attualmente, pari a 104 Euro, sono 1739 contribuenti che beneficiano di una esenzione totale.

Con l’applicazione della nostra proposta, che avrebbe portato la detrazione sulla prima casa a circa 125 Euro, sarebbero stati ben oltre le 3300 unità, e cioè più della metà dei contribuenti, a godere dell’esenzione totale da questa odiosissima imposta.

Inoltre, il risparmio di circa 21 Euro sarebbe esteso a tutti coloro che pagano tale imposta.

In sostanza Sardelli con la sua Giunta vogliono avvantaggiare solo e soprattutto 685 contribuenti che sono tenuti a pagare delle cifre abbastanza elevate e che otterrebbero dei vantaggi in alcuni casi superiore al centinaio di Euro.

Noi non condividiamo questa impostazione, riteniamo giusto gratificare i ceti meno abbienti e ripartire il risparmio fiscale sulla totalità dei contribuenti.

Strettamente legata alla determinazione dell’aliquota ICI appare l’adeguamento del valore degli immobili ricompresi nella categoria delle aree fabbricabili.

Delibera Giunta Comunale n. 72: Adeguamento del valore degli immobili ai fini della base imponibile dell’imposta I.C.I.

La deliberazione di G.C. n. 72 del 30/03/2007 avrebbe dovuto determinare il valore venale per le aree edificabili ai soli fini dell’accertamento dell’Imposta Comunale sugli Immobili, invece, abbiamo dovuto rilevare che tale deliberazione della Giunta comunale è fondamentalmente illegittima in quanto inapplicabile.

Il tentativo di sanare tale illegittimità da parte della Giunta non ha sortito alcun effetto e rimangono due dati che pregiudicano tutto il bilancio: il costo al metro quadrato dell’area edificabile non è comunque determinato per numerose aree del Comune, come ad esempio Marina di Minturno e, cosa ancora più grave, non sono riportate nel bilancio le somme previste da incassare da questo cespite.

Di quale bilancio di previsione parliamo se mancano dati fondamentali e non sono previste nemmeno le ipotesi di gettito d’entrata riguardanti l’ICI derivante dalle aree edificabili?

Come tutti sappiamo la legge dà potestà regolamentare ai Comuni in materia di imposta sugli immobili ed in particolare prevede che i comuni possono determinare periodicamente, per zone omogenee, i valori venali in commercio delle aree fabbricabili, al fine della limitazione del potere di accertamento del Comune qualora l’imposta sia stata versata sulla base di un valore non inferiore a quello predeterminato. Ciò, per perseguire lo scopo di ridurre al massimo l’insorgenza di contenzioso.

Pertanto, l’obiettivo di questo tipo di deliberazione è duplice e mira da un lato a ridurre al massimo l’insorgenza del contenzioso e dall’altro a stabilire i prezzi da utilizzare per aree omogenee ai fini del potere di accertamento e di predeterminazione del gettito I.C.I..

Vale la pena ricordare che il Consiglio comunale deve tenere in considerazione la destinazione urbanistica, gli indici di edificabilità, gli oneri per eventuali lavori di adattamento del terreno necessari per la costruzione ed i prezzi medi rilevati sul mercato della vendita di aree aventi analoghe caratteristiche.

Quindi, la fissazione dei valori venali per aree fabbricabili, pur comportando una predeterminazione del gettito I.C.I., derivante dalle aree edificabili, semplifica oltremodo i rapporti tra l’Ente comune ed i cittadini contribuenti creando i presupposti per una naturale deflazione del contenzioso in un settore privo di elementi certi ed oggettivi per la determinazione della base imponibile.

Invece, la nostra Giunta comunale è riuscita a creare anche in questo ambito una confusione tale da determinare un vero e proprio caos dal quale sarà difficile uscire senza mettere da parte una volta per tutte questo aborto di deliberazione, che, è opportuno ribadire, è assolutamente inapplicabile e foriera, al contrario di quando dispone il D.lgs 504/1992, di un numero elevatissimo di controversie.

Se poi consideriamo il fatto che la diminuzione dell’aliquota di imposizione sulla prima casa è stata decisa anche in virtù della presente deliberazione ne consegue che buona parte i dati contabili inseriti nel bilancio di previsione sono irrimediabilmente falsati.

L’inapplicabilità di questa deliberazione è data dall’anomala individuazione dei parametri di calcolo per la determinazione del valore dei terreni delle aree fabbricabili, che non determinano un valore certo ed inequivocabile sul quale applicare l’aliquota prevista ai fini del calcolo dell’imposta dovuta.

Da una attenta analisi della delibera della Giunta comunale n. 72/07 si evince che intere aree del nostro territorio, (Marina di Minturno ad esempio) non sono affatto contemplate, quali dovranno essere i dati sui quali calcolare la somma dovuta al Comune da parte di un cittadino proprietario di un’area fabbricabile sita in Marina di Minturno? Come è stato possibile deliberare prevedendo un minimo ed un massimo di un valore senza esplicitare in quale misura si debba prendere in considerazione il valore di mercato? Quale somma la Giunta comunale prevede di incassare da tale imposta?

Quelle appena poste sono semplici ed ovvie domanda alle quali la Giunta di Sardelli non è capace di dare risposte perché è sempre più evidente l’incapacità ad amministrare correttamente la cosa pubblica.

A riguardo della Deliberazione in argomento va ribadito che anche il Collegio dei Revisori dei Conti ha dovuto sottolineare negativamente, rilevandone le carenze, i presupposti di inapplicabilità e le negative conseguenze sull’impalcatura di tutto il Bilancio di previsione.

Questa Giunta comunale, quindi, continua spedita verso l’obiettivo sempre meno celato del tracollo finanziario del nostro Comune. La verità è che Sardelli ha voluto gettare fumo negli occhi dell’opinione pubblica annunciando in anticipo, con eccessiva superficialità, l’abbassamento dell’aliquota sulla prima casa. Però, Sardelli non ha detto tutta la verità ai cittadini e cioè che avrebbe sottratto ai contribuenti più di quanto risparmiato da questi ultimi con la riduzione anzidetta.

In pratica un governo cittadino virtuoso avrebbe diminuito l’entrata di una tassa riducendo le spese inutili. Invece, la nostra amministrazione ha provato a fare un giochino molto semplice, ha abbassato la tassa sulla prima casa (un misero millesimo di punto per un gettito d’entrata complessiva di 99.000 Euro) e ha provato ad innalzare la tassa sulle aree fabbricabili con una bella batosta che, se riuscita, avrebbe permesso di spremere come i limoni i contribuenti proprietari di aree fabbricabili al fine di introitare delle somme cospicue da dilapidare con la solita leggerezza. Peccato che il giochino questa volta non è riuscito.

Riteniamo opportuno suggerire che si rende necessario, per determinare correttamente il valore venale delle aree edificabili nel territorio comunale, suddividere correttamente il territorio in zone omogenee da individuare con provvedimento di questo Consiglio comunale e verificare, per ogni ambito, i coefficienti di edificabilità previsti nelle norme tecniche di attuazione del P.R.G.. Solo a questo punto potremo definire correttamente i valori per ogni ambito sui quali ogni cittadino potrà calcolare l’importo dovuto al Comune di Minturno nella misura prevista nel sette per mille.

Su questo punto, però, è bene dire con il dovuto anticipo che non permetteremo valutazioni pretestuose e fittizie che non siano in sintonia con l’effettivo andamento del valore immobiliare nel nostro Comune.

Delibera Giunta Comunale n. 79: Proventi contravvenzionali anno 2007.

Questo bilancio non è stato concepito correttamente ed è il frutto di una serie di artifizi contabili che si basano sul computo di risorse gonfiate al fine di coprire una situazione di sostanziale incapacità a contenere correttamente le uscite correnti.

Basti pensare che i 15 milioni di Euro previsti per le spese correnti sono coperti, per più della metà, dalle entrate extratributarie. Tra le entrate extratributarie dovrebbero pervenire nelle casse comunali, in base alle previsioni della Giunta comunale, dai proventi delle multe degli autovelox, addirittura 5 milioni di euro.

I conti non tornano, soprattutto se andiamo a verificare se i dati riportati nel bilancio corrispondono a quanto dichiarato dalla Giunta comunale nella delibera n. 79/07, che, inoltre, ai sensi dell’art. 208 del D.lgs n. 285, deve essere comunicata al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Che cosa avranno mai stabilito e dichiarato i nostri amministratori?

La risposta è semplicissima: tutto ed il contrario di tutto, infatti, le somme indicate nulla hanno a che vedere con quanto è stato riportato nel bilancio di previsione.

Un vero e proprio falso considerato che la somma indicata al punto D) della premessa della Delibera in argomento non coincide con il totale delle somme indicate nel dispositivo della stessa. Facendo una semplice addizione rileviamo che la somma indicata nel dispositivo corrisponde a 235.000 Euro.

La domanda che ci siamo posti è la seguente: se al comma 4, dell’articolo 208, del succitato D.lgs è stabilito che “una quota pari al 50% dei proventi (...) è devoluta alle finalità di cui al comma 2” e cioè per consentire agli organi di polizia locale di effettuare, nelle scuole di ogni ordine e grado, corsi didattici, per migliorare la segnaletica e per la sicurezza stradale …, che senso hanno i 20.000 Euro stanziati per il “progetto controllo ambulanti vendita serale”, per il “progetto controllo fitti estivi”, per le “feste patronali” e, dulcis in fundo, per gli “autovelox”? Ma vi rendete conto delle fesserie che approvate in Giunta? Possibile che nessuno si è reso conto del cumulo di menzogne e di corbellerie contenuto in questa Delibera illogica, incongruente e menzognera?

Le menzogne dell’Amministrazione sono evidenti, il dato concreto si evince in un battibaleno: è sufficiente moltiplicare per due la somma di 235.000 Euro indicata nella deliberazione della Giunta comunale di cui ragioniamo, il risultato ottenuto è pari a 470.000 Euro. Infatti, realisticamente, questo risultato è attendibile ed è in linea con le previsioni definitive dell’esercizio in corso che sono pari a 500.000 Euro.

Non risulta, invece, attendibile la somma riportata nel bilancio di previsione e questo dimostra che i dati ivi riportati non sono degni di fede, anzi, sono pleonastici, virtuali e, nella loro connotazione complessiva, aleatori.

Riteniamo necessario ripetere in questa sede che le somme previste in bilancio, derivanti dai proventi contravvenzionali, non sono attendibili poiché gli autovelox sono stati montati per la prima volta nell’anno in corso e pertanto, non possediamo ancora dei dati storici e non possiamo prevedere con certezza quali saranno effettivamente le entrate da questo cespite, che, come abbiamo dimostrato, è stato gonfiato a dismisura per permettere un giochino contabile lapalissiano cioè la copertura di una pletora d’uscite correnti altrimenti incomprimibili.

Delibera Giunta Comunale n. 43: Servizi comunali a domanda individuale.

I servizi a domanda individuale sono stati individuati, com’è noto dal Decreto Ministeriale del 31/12/1983 e sono regolati dalla norma che prevede, per l’erogazione di tali servizi, che i Comuni devono richiedere un contributo degli utenti, anche se a carattere non generalizzato.

Pertanto, è pacifico che, per quanto riguarda i servizi a domanda individuale erogati dal Comune, si deve tener conto di una serie di molteplici fattori per i quali il contributo degli utenti non può essere uguale per tutti, bensì deve modularsi su quelle che sono le capacità contributive dei singoli cittadini.

Si devono stabilire, insomma, anche nella determinazione delle tariffe da applicare, i presupposti per operare una sorta di perequazione sociale.

Contenere i costi del servizio e gestire la produzione degli stessi in modo efficiente già di per sé produce un economia che si riverbera positivamente sui cittadini che fruiscono delle prestazioni erogate dal Comune.

A Minturno, invece, i costi dei servizi sono molto alti, inoltre, le tariffe approvate dalla Giunta Comunale in data 28/02/2007 testimoniano un dato inequivocabile: si toglie ai poveri per dare ai ricchi.

Sì siamo di fronte ad una politica sociale alla “Superciuk” l’eroe negativo che, come abbiamo già ricordato, rubava ai più poveri per donare ai ricchi.

Nonostante il costo del servizio del trasporto scolastico è diminuito, a seguito del risultato della gara di appalto espletato lo scorso mese di aprile, i costi per i cittadini utenti è rimasto invariato e, quindi, possiamo affermare che, di fatto, è stato applicato un aumento sulla tariffa in vigore nell’anno corrente.

Inoltre, sempre per quanto riguarda il trasporto scolastico, la quota parte da pagare per i genitori è identica per tutti; insomma, avere un reddito di poche migliaia di Euro o essere milionari per gli amministratori minturnesi è la stessa identica cosa.

Peccato che a Minturno non è previsto, in nessuna maniera, un aiuto per coloro i quali hanno più figli che frequentano la scuola dell’obbligo e che, pertanto, sono costretti a pagare ogni mese delle somme eccessive per potere usufruire del trasporto scolastico e della refezione per i propri figli.

A tal riguardo il nostro gruppo consiliare “Tradizioni e Valori” suggerisce di far pagare i servizi a domanda del trasporto e della mensa scolastica solo per un figlio per nucleo familiare in modo tale che chi ha più figli nella scuola dell’obbligo possa avere un aiuto effettivo dal Comune.

Si parla tanto di aiutare le famiglie, ci si preoccupa della denatalità e poi a chi fa più figli non si vuole dare nessun aiuto. Le chiacchiere noi le vogliamo lasciare fuori da questa sede, noi vogliamo dare concretamente una mano ai cittadini che hanno più figli in età scolastica.

Chiediamo, quindi, di modificare la delibera di Giunta n. 43 inserendo la clausola che permetta alle famiglie con più figli iscritti alle scuole dell’obbligo di pagare solo per un unico figlio la tariffa dei servizi a domanda del trasporto scolastico e della mensa in modo tale da avere dal Comune un aiuto concreto.

Dicevamo che questa Amministrazione ha voluto imitare l’antieroe dei fumetti col voler togliere ai poveri ciò che senza alcuna ragione viene poi dato ai ricchi.

A sostegno di questa nostra valutazione possiamo portare la tariffa della mensa scolastica. Da un’attenta lettura e dall’analisi della proposta approvata dalla Giunta comunale si evince che si è voluto concedere un risparmio abnorme per coloro che pagano il servizio in un’unica soluzione.

Mi chiedo, chi mai potrà pagare in un’unica soluzione tale servizio? Non di certo le famiglie monoreddito che già devono fare i tripli salti mortali per arrivare alla quarta settimana del mese. Ancor più difficile diventa il pagare in un’unica soluzione per coloro che hanno più figli nella scuola dell’obbligo. Allora è ovvio che questa riduzione abnorme, rispetto al pagamento mensile, si deve configurare come una “concessione benevola” alle solite famiglie agiate che possono pagare in un’unica volta i 250 Euro previsti.

I poveracci, invece, hanno la possibilità di pagare in quote mensili. Peccato che facendo una verifica ci accorgiamo che viene fatto un trattamento di tutto riguardo solo a chi ha i soldi per pagare tutto in una sola volta. Dati alla mano, lo stesso pasto costa il 18% in più alle persone disagiate. Questa è la vostra politica sociale? In questo modo intendete aiutare le famiglie meno agiate?

Inoltre, a leggere bene si scopre che, nonostante i proclami fatti attraverso la stampa dal signor Sindaco, che annunciava la riduzione delle tasse, siamo di fronte ad un aumento della tariffa che è passata per il medesimo servizio da 34 Euro mensili dell’anno scorso agli attuali 38 Euro.

I costi non vengono mai menzionati. Questa carenza di dati non depone positivamente a favore della Giunta, che non vuole farci saper quanto ci costa ciascun servizio ragione per la quale non è possibile stabilire in quale percentuale il contributo degli utenti dei servizi copre il costo dei servizi stessi.

Discorso a parte va fatto per il servizio di terapia di logopedia. Io, cinque anni fa, sono stato tra i fautori dell’istituzione di questo servizio, ma oggi, dopo l’esperienza maturata, è il caso di dire che bisogna cambiare registro e modificare l’offerta se vogliamo veramente aiutare le famiglie che hanno dei figli bisognosi di terapie logopediche.

Infatti, con l’attuale sistema non si possono aiutare coloro che, e sono la maggioranza, necessitano di terapie che vanno oltre l’anno solare e già questo aspetto penalizza oltremodo coloro i quali hanno le difficoltà maggiori. Inoltre, il Comune va a sostenere dei costi che non sono commisurati all’effettivo servizio offerto considerato anche il fatto che sono in molti a non poter usufruire del servizio.

La nostra proposta, per quanto riguarda questo servizio, è di mettere in condizione anche coloro che necessitano di trattamenti che vanno oltre l’anno di essere aiutati. Bisogna verificare, pertanto, l’opportunità di non erogare direttamente il servizio, ma di concedere, a tutte le famiglie che ne fanno richiesta, dei contributi proporzionati al reddito, per pagare tutti i cicli di terapie previsti. Inoltre, è opportuno chiarire che in questo modo i genitori potrebbero fare effettuare le terapie presso professionisti di loro fiducia e gradimento nei tempi e nei modi a loro più congeniali.

Quanto ho più volte affermato in questo intervento e cioè che questa amministrazione agisce alla stregua di “Superciuk” appare in tutta evidenza nella tariffa che è stata prevista per il servizio di assistenza ad ore.

La tariffa proposta dalla Giunta è modulata su cinque fasce di reddito di cui per la prima da zero fino a settemila Euro bisogna pagare il 22% del costo orario, sicché costa 2,57 Euro ogni ora. Per l’ultima e cioè per coloro che hanno un reddito superiore ai 20.000 Euro, il costo spettante riguarda il 50% del servizio ed è pari a 5,85 Euro.

Ne deduciamo che il costo di ogni ora del servizio erogato è pari ad 11,70 Euro ed appare in tutta evidenza che non è previsto un limite di reddito per l’accesso a tale servizio di conseguenza è plausibile ritenere che, ad un vecchio miliardario, possa essere concesso il servizio alla metà del costo effettivo.

Insomma, la povera anziana con la pensione minima deve pagare a parità di servizio solo un paio di Euro in meno rispetto ad un benestante. Anche questa vogliamo chiamarla politica sociale?

Chi ha concepito le tariffe non ha verificato questa enorme discrasia? Anche in questo caso la lista civica “Tradizioni e Valori” non si limita solo a stigmatizzare in modo negativo la scelta della maggioranza, ma propone a questo consesso un’alternativa ed un modo più corretto e soprattutto più equo per stabilire la tariffa.

Proponiamo che la tariffa per il servizio di assistenza ad ore sia modulata secondo la formula matematica che renda l’esborso di ogni singolo cittadino proporzionale al reddito posseduto; inoltre, diventa necessario stabilire anche un limite massimo all’accesso agevolato che andrà poi a costituire un elemento della seguente proporzione: (reddito utente: al limite massimo di accesso = X : al costo orario totale del servizio).

Il calcolo proposto per definire la somma da versare crea i presupposti necessari per dare una perequazione massima tra la tariffa pagata ed il reddito di ogni singolo cittadino ed è riassumibile in un prospetto di facile comprensione ed applicazione. In questo modo, pur facendo pagare meno i cittadini appartenenti alle fasce di reddito meno agiate avremmo a disposizione maggiori entrate da ridistribuire e reinvestire in ulteriori ore di servizio.

Praticamente daremmo ad un costo più equo un servizio maggiore. Questo a parer nostro dovrebbe essere l’obiettivo da raggiungere per l’amministrazione in un settore delicatissimo quale è quello dei Servizi Sociali che deve ricevere maggiori attenzioni ed ulteriori risorse.

Purtroppo, siamo costretti a rilevare con imbarazzo che i Servizi Sociali a Minturno sono spesso utilizzati per fare clientela e talvolta anche per altre discutibili finalità.

Una amministrazione capace, trasparente ed efficiente gestirebbe in modo differente questo settore così come noi ci proponiamo di fare nel futuro prossimo allorquando, se i cittadini decideranno di affidarci il governo della cosa pubblica, daremo vita anche in questo settore ad una pianificazione strategica intesa a soddisfare pienamente ed equamente i bisogni primari di tutti i cittadini.

Entriamo ora nello specifico del bilancio di previsione del quale mi limiterò ad analizzare gli aspetti rilevanti della parte relativa alle entrate ché per le uscite oramai abbiamo perso ogni speranza di far intraprendere alla giunta di Sardelli un ciclo virtuoso.

Siamo oramai di fronte ad una gestione della cosa pubblica caratterizzata negativamente dalla deboscia amministrativa, dalla crapula delle entrate, dalla dissolutezza gestionale e dall’intemperanza politica.

Consideriamo oramai impossibile imporre degli adeguati mezzi correttivi ad un governo cittadino i cui membri paiono essere preda della sindrome compulsiva nella spesa corrente.

Accenneremo brevemente del fatto che, nonostante i nostri richiami, non sono stati posti in essere i necessari interventi di recupero dell’elusione e dell’evasione in special modo per quanto riguarda l’occupazione del suolo pubblico e la Tarsu.

A proposito di occupazione del suolo pubblico, è il caso di rammentare quanto il regolamento prevede e cioè che tale tassa deve essere fatta pagare anche nel caso di occupazioni abusive. Purtroppo siamo costretti a denunciare il fatto che, nonostante siano note all’amministrazione comunale situazioni di prolungata occupazione abusiva del suolo pubblico comunale, non sonostati adottati provvedimenti al riguardo sicché riteniamo che si stanno creando i presupposti di un danno erariale consistente.

Per quanto riguarda la Tarsu, siamo rammaricati, poiché, nonostante la sanatoria e la lotta all’evasione siamo di fronte alla copertura del servizio nella misura del 76% e cioè due punti in percentuale in meno rispetto allo scorso anno. Intanto il Comune continua a pagare la ditta, che ha in affidamento il servizio di raccolta dei rifiuti, per servizi che non vengono effettuati.

Le entrate per l’affitto delle proprietà comunali sono ridicole; ciò è dovuto alla pessima abitudine, già denunciata in altre occasioni, sempre in questa sede, per la quale alcuni responsabili di servizio si ostinano con pervicace determinazione a concedere in uso gratuito i beni di proprietà del Comune. Questa pratica, lo ricordo ancora una volta, è espressamente vietata dalla legge e dal Regolamento comunale in materia.

Altri dati rilevati che ci paiono essere stati messi li “ad libitum” riguardano ad esempio le entrate previste dalla RSA per soli centomila Euro. Per contratto sappiamo che ce ne spettano duecentodiecimila l’anno e i locali sono stati consegnati alla TEAR, società che gestirà il servizio, già dallo scorso mese di marzo. Se la matematica non è una opinione la somma da imputare correttamente sarebbe stata di centosettantacinquemila Euro.

Siamo dunque costretti a terminare l’intervento anche se ancora molte erano le cose da dire e le incongruenze da rilevare.

Il nostro intervento, lo ribadiamo, non era e non è teso a fare uno sterile ostruzionismo o come dicono gli anglosassoni “filibustering”, è nostro preciso intento rilevare e far rilevare come l’estrema superficialità con la quale si tende a gestire la cosa pubblica a Minturno sta creando delle situazioni di patologia irreversibile per il bilancio del nostro Comune.

L’aumento sproporzionato dei residui passivi, come abbiamo rilevato in occasione della discussione dell’ultimo bilancio consuntivo, sommato all’espediente di mettere nell’attuale bilancio somme, che sono il frutto piuttosto di un pio desiderio della Giunta che di una valutazione delle reali possibilità d’entrata, derivanti dai proventi degli autovelox, stanno dimostrando solamente una estroversa inventiva ed una non comune capacità creativa nella predisposizione del bilancio da parte dell’Assessore al ramo.

Restano e diventano sempre più atroci i dubbi sulla reale condizione finanziaria del nostro Comune.

Il Capogruppo

Ercole Conte