Minturno, si accende la polemica alla scadenza del contratto del servizio di nettezza urbana
Piano rifiuti, un rebus
Conte: troppi ritardi nell’approvazione del regolamento comunale
Ancora rifiuti, l’argomento che ha tenuto banco nella Commissione Igiene e Sanità che si è tenuta ieri mattina a Minturno. Una discussione che è ruotata principalmente attorno alle dichiarazioni del consigliere indipendente Ercole Conte, il quale ha potuto togliesi più di qualche “sassolino” manifestando le sue perplessità in merito.
“Il mio disappunto – ha dichiarato – sta nel fatto che, al di là dell’impegno della commissione, lo schema del regolamento della raccolta rifiuti, non è stato portato in tempi utili per l’approvazione in Consiglio Comunale, non è stato seguito dagli uffici preposti con la solerzia adeguata. Questo fatto va a confermare tutte le mie perplessità sulla presunta volontà dell’amministrazione comunale a prorogare, tacitamente e di fatto, l’appalto per la gestione della raccolta dei rifiuti solidi urbani alla ditta che attualmente gestisce il servizio. Ho ricordato inoltre che l’appalto in essere è vigente dal 1997 e che la società che attualmente gestisce i servizi e la quarta impresa che ha stipulato in epoche successive il contratto d’appalto.
Ho sollevato il problema che è arcinota ormai la situazione di disservizi, nonché è di pubblico dominio la conoscenza del fatto che la società Cic, pur non espletando, come previsto dall’ampliamento del servizio, votato lo scorso 22 dicembre, di probabile natura illegittima, ha regolarmente fatturato ed incassato parte delle somme previste con evidente danno erariale, che supera i cinquecento milioni di vecchie Lire, con il conseguente danno a carico del Comune e quindi dei contribuenti. Inoltre – chiude la requisitoria Conte – si registrano negli ultimi giorni dei trasferimenti di personale, a pochi giorni dal termine della durata dell’appalto. Invito dunque chi è responsabile a verificare alla luce delle norme previste dal capitolato d’appalto la regolarità di tali decisioni che paiono essere assunte senza rispetto delle normali procedure sindacali”. Parole dure, alle quali si associano quelle del Consigliere di minoranza Mallozzi che punta il dito contro l’acquisto del vagliatore e precisa: “non è accettabile che si sappia di certe novità per vie indirette e che a distanza di mesi di lavoro da parte della commissione si debba procedere con proroghe ed ulteriori finanziamenti di presunti servizi che hanno più il sapore del ricatto da parte della società appaltatrice...”
Teresa Di Maio
Fonte: Latina Oggi del 18/11/05