Cessione relitti località Recillo: uno scandalo evitato.
Il nono punto previsto all’ordine del giorno del Consiglio comunale, che si è tenuto lunedì scorso, ha suscitato enormi polemiche in aula.
Per niente fiaccati da ben otto ore di confronti dialettici tra la maggioranza e l’opposizione, i Consiglieri presenti in Aula hanno trovato le energie per confrontarsi con toni accesi ed interventi sferzanti su un punto che solo apparentemente riguardava una materia marginale: la cessione dei relitti di terreni in località Recillo.
Già alla vigilia della convocazione dell’Assise comunale erano state rese pubbliche le perplessità dei consiglieri di minoranza a riguardo di presunte situazioni che lasciavano intendere il configurarsi di interessi di privati cittadini a discapito del patrimonio del Comune.
In via preliminare il Consigliere Conte ha chiesto al Presidente del Consiglio di ritirare il punto all’ordine del giorno, ma Sardelli ha invitato l’Assessore Moni a relazionare lo stesso.
Nell’intervento Conte ha accusato “la Giunta di perseguire un unico obiettivo: la soddisfazione degli interessi di pochi cittadini legati a diverso titolo all’Amministrazione”.
Il Consigliere proseguiva criticando “l’inqualificabile acquiescenza dell’Amministrazione nei confronti di coloro i quali hanno ripetutamente violato la proprietà comunale ed hanno occupato abusivamente parte dei beni demaniali”.
Non soddisfatto il capogruppo di “Tradizioni e Valori” accusava la Giunta “di aver permesso ai privati di costruire abusivamente sulla proprietà comunale e di voler sanare il tutto con una vendita improponibile ed impraticabile e di aver ignorato il tentativo di chiudere l’accesso al pubblico ad una traversa comunale.”
Il Consigliere Conte, che è stato, in qualità di Presidente della Commissione “Igiene, Sanità ed Ambiente” nella scorsa consiliatura, tra i promotori della deliberazione del Consiglio comunale n. 4 del 16 gennaio 2002, ai sensi della legge n. 113 del 1992, ha ricordato ai colleghi che “tale area ha una specifica destinazione d’uso e, pertanto, non può essere oggetto di alienazione, né può, secondo la citata legge, essere successivamente destinata a funzione diversa da quella di verde pubblico”.
Nel lungo intervento il Consigliere non ha dimenticato di citare i nomi dei ragazzi cui sono stati abbinati gli alberi che sono individuati con i numeri che vanno dal n. 96 al n. 108 e che sarebbero stati inglobati, se la delibera proposta dalla maggioranza fosse stata votata, nella proprietà privata di alcuni sedicenti occupanti abusivi.
Si è chiesto infatti il Consigliere “come potevano essere considerate occupate le aree dove erano stati piantumati dal Comune, già nel 2003, gli alberi di pino?”
Era evidente che tali aree non erano state mai occupate e l’eventuale occupazione abusiva riguardava solo qualche metro di sconfinamento.
Il Consigliere proseguiva l’intervento rivolgendo ai colleghi “un accorato appello ed un richiamo al dovere, che fa capo a tutti gli Amministratori, di difendere e tutelare i beni comunali che sono il patrimonio di tutti i cittadini.”
Conte ha, inoltre, reso pubblica la proposta - fatta già lo scorso anno dal Movimento Civico di Iniziativa Sociale – di porre in essere in questa zona l’acquisto di ulteriori appezzamenti di terreno per potere un giorno realizzare un vero e proprio “polmone verde” attrezzato con strutture ludiche e sportive, posto giusto al centro del lungomare tra Scauri e Marina di Minturno.
L’intervento di Conte è stato efficace e la maggioranza, preso atto della validità delle argomentazioni addotte dal capogruppo del gruppo misto di Intesa civica “Tradizioni e Valori”, dopo qualche minuto di consultazioni, ha ritirato la proposta di Delibera.
Possiamo dire, senza tema di essere smentiti, che è stato sventato il tentativo di dissipare il patrimonio comunale e che, stante la mole di atti di dubbia liceità prodotti ed acquisiti nella documentazione allegata al provvedimento abortito, è stato evitato un vero e proprio scandalo.
Di seguito proponiamo l’intervento letto in Aula consiliare.
Essere costretto a parlare riguardo al presente punto all’ordine del giorno mi irrita.
Ho provato nella preparazione di questo breve intervento a strutturare le argomentazioni prendendo come spunto due principi basilari della gestione di un Ente locale: la Mission e la Vision.
Mi sono reso conto, però, che un intervento di tale portata non sarebbe stato efficacemente compreso perché la Mission dell’Ente Comune è sconosciuta ai più mentre non pare che si possa parlare di una Vision per questa Giunta che ha un unico obiettivo da perseguire: la soddisfazione degli interessi di pochi.
In questa sede parleremo, infatti, di una serie di atti posti in essere per addivenire alla soddisfazione delle richieste di alcuni cittadini legati a diverso titolo all’Amministrazione.
Per meglio comprendere la problematica, bisogna distinguere la situazione delle aree occupate poste ai margini della pineta di Recillo da quella del relitto stradale posto alla sinistra del rio.
Le due situazioni sono accomunate tra loro solo dalla particolare ed inqualificabile acquiescenza dell’Amministrazione nei confronti di coloro i quali hanno ripetutamente violato la proprietà comunale ed hanno occupato abusivamente parte dei beni demaniali del nostro Comune.
Già un anno fa con specifica interrogazione, prot. 20555 del 6 ottobre 2005, chiedevo, senza ottenere una risposta soddisfacente, delucidazioni su questa situazione che faceva denotare una palese negligenza da parte dell’Amministrazione.
Infatti, invece di avviare le procedure per la regolarizzazione dei canoni d’occupazione, previa determinazione e quantificazione delle quote pregresse, a carico degli occupanti senza titolo, in esecuzione di quanto previsto dal Regolamento Comunale di contabilità, ed al posto di richiedere la restituzione delle parti dell’immobile abusivamente occupate, è stato permesso ai privati di costruire abusivamente sulla proprietà comunale ed ora si vuole sanare il tutto con una vendita improponibile ed impraticabile.
C’è di più, è stato infatti ostruito il pubblico accesso ad una traversa comunale e su un’altra strada campeggia ben visibile il cartello “proprietà privata”. (sic!)
Ma il culmine del paradosso è stato raggiunto con la predisposizione di una scrittura privata, che è agli atti, giusto frazionamento di un geometra che è anche il tecnico che poi è stato incaricato dal Comune di predisporre i rilievi su quella area.
Non spetta al sottoscritto verificare se ci sono state in questa vicenda condotte sanzionabili penalmente, ma mi preme rilevare che ci sono troppe zone d’ombra, troppe reticenze da parte dell’Amministrazione.
Inoltre, sarebbe il caso di entrare nel merito di alcuni documenti acquisiti agli atti, cito ad esempio alcune scritture private di compravendita quantomeno discutibili.
Voglio ricordare che l’area di cui si discute è stata individuata, con deliberazione del Consiglio comunale n. 4 del 16 gennaio 2002, ai sensi della legge n. 113 del 1992. Tale area, quindi, è stata finalizzata ed ha una specifica destinazione d’uso, pertanto, non può essere oggetto di alienazione, né può, secondo la citata legge, art. 3, essere successivamente destinata a funzione diversa da quella di verde pubblico.
Come si può cedere un’area asservita dove sono piantumati gli alberi che rappresentano i ragazzi nati e registrati all’anagrafe del nostro Comune dal 1992 ad oggi?
Che cosa direte domani ai vari Simone, Sara, Federico, Rocco, Maria Alessandra, Ilaria, Martina, Greta, Roberta, Dante Ruben, Alessandro, Luca, Andrea Quinto, Domenico, Paolo, Fabio Pio e Francesca? Questi sono i ragazzi cui sono stati abbinati gli alberi che sono individuati con i numeri che vanno dal n. 92 al n. 108 e che verrebbero inglobati, se questa sciagurata delibera venisse votata, nella proprietà privata di alcuni sedicenti occupanti abusivi dell’area in argomento.
A tal proposito mi chiedo: come fanno a dichiarare taluni di occupare le aree dove sono stati piantumati, già nel 2003, questi alberi di pino?
Vorrei chiedere al Consigliere Graziano, che all’epoca della messa a dimora di questi alberi era Sindaco di questa città, se ricorda, tra gli altri, alcuni episodi che ci hanno visto entrambi autori dell’irrigazione, con l’ausilio anche di zappa e di badile, di queste piante che sono poste all’estremità della piantagione?
(l’ex Sindaco ha confermato tali episodi ndr)
Era evidente che tali aree non erano state mai occupate e l’eventuale occupazione abusiva riguardava solo qualche metro di sconfinamento. Altro che le fesserie che ci vogliono ammannire in questa sede.
Non possiamo permettere a nessuno di creare una soluzione di continuità tra i terreni di proprietà del nostro Comune.
Dobbiamo difendere la proprietà comunale e non dobbiamo alienarla a favore di persone, che hanno dimostrato la totale mancanza di rispetto per i beni che appartengono a tutti i cittadini.
Dobbiamo, piuttosto, investire in questa zona ed acquistare ulteriori appezzamenti di terreno per potere un giorno realizzare un vero e proprio “polmone verde” attrezzato con strutture ludiche e sportive, posto giusto al centro del lungomare tra Scauri e Marina di Minturno.
Siamo tutti in questa Aula per adempiere al mandato conferitoci, un anno fa, dai nostri concittadini. Rivolgo un accorato appello ed un richiamo al dovere, che fa capo a tutti gli Amministratori, di difendere e tutelare i beni comunali che sono il patrimonio di tutti i cittadini.
Inoltre, esprimo l’auspicio che questa proposta di deliberazione sia ritirata per tempo.
Infine, invito a deliberare affinché si giunga in tempi brevi alla risoluzione della controversia con la restituzione delle aree occupate abusivamente.
Spiace dover preannunciare a nome del Gruppo misto di Intesa civica “Tradizioni e Valori”, nel malaugurato caso che la deliberazione proposta sia votata positivamente da questo consesso, il ricorso alla Magistratura contabile per la quantificazione dei danni erariali e per gli ammanchi patrimoniali arrecati alla collettività da questa scelta dannosa ed inopportuna.
Non esiteremo, innanzi all’azione proditoria dell’Amministrazione di avallare soprusi ed abusi sui beni demaniali ed al tentativo di sanare il tutto mediante l’improponibile vendita, a ricorrere come “estrema ratio” anche alla Magistratura ordinaria per verificare se ci sono, alla luce dei risultati eventualmente ottenuti dagli occupanti abusivi, tenendo presente quelli che sono i documenti agli atti, i presupposti per una verifica della presenza di eventuali azioni penalmente rilevanti.
Il Consigliere Ercole Conte
Minturno 25 settembre 2006
Va fatto rilevare che l’intervento è stato condiviso e sottoscritto anche dai rappresentanti in Consiglio comunale della coalizione di “Larga Intesa”: Colacicco, Granata, Russo e Zasa.