Editoriale

Editoriali scritti dal gruppo

Elezioni

Ospedale civile di Minturno. Utilizzo sanitario temporaneo e parziale della R.S.A..

Prima di entrare nel merito della problematica che, purtroppo, a causa dell’insensibilità della maggioranza, stiamo affrontando con enorme ritardo, non posso fare a meno di sottolineare in modo negativo l’atteggiamento irriguardoso nei confronti dei cittadini presenti in questa aula del Sindaco e del Presidente del Consiglio comunale, stante il ritardo col quale sono stati avviati i lavori del consesso.

Forse nel tentativo di far scemare l’attenzione dei presenti, infatti, e di “stemperare” l’azione consiliare dell’opposizione, il primo cittadino ha voluto aspettare a tutti i costi l’arrivo del dottor Petti e, successivamente, dopo il discorso del manager dell’Azienda Sanitaria locale di Latina si è dilettato a rilasciare interviste ed a chiacchierare con i suoi sostenitori ignorando il folto pubblico di cittadini, che pazientemente hanno atteso a lungo l’avvio del dibattito.

Il 29 novembre scorso noi consiglieri d’opposizione avevamo presentato, con urgenza, al Presidente di questo Consiglio la richiesta di convocazione con all’ordine del giorno il tema dell’Ospedale di Minturno.

Già all’epoca, infatti, paventavamo il rischio che si addivenisse al giorno della chiusura del nosocomio senza che la struttura della R.S.A. fosse pronta ad ospitare i reparti superstiti di quello che è stato il primo ospedale in provincia di Latina.

L’enorme ritardo tra la richiesta e la convocazione del Consiglio la dice lunga su quelli che sono effettivamente gli intenti di questa maggioranza da sempre poco accorta a quelli che sono i veri problemi della cittadinanza e tra questi il rischio della chiusura dell’ospedale con la conseguente riduzione di servizi essenziali a disposizione dei cittadini.

Ho ascoltato con interesse l’intervento di Petti, che oltre a ribadire la ferma volontà della dirigenza dell’A.S.L. di mantenere in essere i reparti ancora operanti presso l’ospedale di Minturno altro non ha potuto fare che disquisire con chiarezza e precisione sui temi legati all’attività dell’Azienda che egli dirige.

Il Dott. Petti ci ha, dunque, invitati ad avere fiducia nell’Azienda che dirige e ci ha chiesto di attendere con ottimismo per un altro paio di settimane per l’atteso accreditamento della R.S.A. in Regione e, quindi, per la riapertura dei reparti in capo all’ospedale di Minturno.

Ci sforzeremo ad avere fiducia della ASL, ma non possiamo, viste le esperienze pregresse, avere la minima fiducia in questa amministrazione. Troppe sono state le occasioni nelle quali ha dimostrato incapacità a risolvere i problemi della gente mentre con protervia si è barricata, anche in questa sede, in un puerile tentativo di addossare le proprie colpe sugli altri.

Per questa ragione dobbiamo rilevare che il signor Sindaco ha più volto tentato di prendersi meriti che non ha e, contestualmente, ha provato anche ad insinuare il dubbio che l’opposizione cerca di fare solo ostruzionismo o, peggio ancora, a sollevare il sospetto che magari l’opposizione sotto sotto auspichi la non apertura della R.S.A. per poter fare critica su questo delicato tema.

Niente di più falso, anzi i fatti sono lì a dimostrare il contrario di quella che il Signor sindaco ha chiamato con un curioso incedere la sua “vera verità”, come se esistesse una verità meno vera o addirittura una verità falsa.

A tal riguardo sarebbe opportuno richiamare alla memoria il pensiero di uno dei padri della Chiesa, Sant’Agostino, che nel “De Mendacio” ha disquisito in modo eccelso su tale concetto pervenendo alla conclusione che “si può dire la verità mentendo e si può addirittura mentire dicendo la verità”, ma così facendo andremmo fuori da quello che è il tema in discussione questa sera.

Quindi se vogliamo dare ordine a come si sono svolti i fatti e di quelli che devono essere i meriti di aver dato una risoluzione al problema, anche se ad oggi non sono ancora convinto delle rassicurazioni testé date, dobbiamo partire dal 27 gennaio del 2003 cioè quando è stato approvato lo stato finale e certificato la regolare esecuzione dei lavori di realizzazione della Residenza Sanitaria Assistenziale in località Monte Ducale.

Risale a tale data l’ultimazione dei lavori e quindi non possiamo sottacere che sono stati lasciati trascorrere ben quattro anni senza che la struttura sia stata messa in grado di essere aperta.

In questi quattro anni sono stati spesi centinaia di migliaia di Euro per la guardiania, che ci è costata circa cinquantamila Euro l’anno, per i consumi di energia elettrica e per quant’altro senza dimenticare nemmeno il fatto che c’è qualcuno che ha ottenuto un contratto di convenzione col nostro Comune per seguire l’iter procedurale per l’apertura della struttura in argomento.

Poco è stato fatto negli anni passati e solo negli ultimi tempi si sta cercando di correre ai ripari.

Non dobbiamo dimenticare che la proposta di spostare i reparti dell’ospedale era stata fatta in epoche non sospette, stiamo parlando della fine del mese di novembre del 2005, dal consigliere Pino Russo. (cfr IL TEMPO domenica 4 dicembre 2005)

Ho portato qui con me le copie dei giornali dell’epoca che testimoniano i fatti. Nel novembre del 2005 il Consigliere Russo faceva la proposta che sempre nel dicembre dello stesso anno appariva impraticabile al signor Sindaco che oggi, invece, nel suo intervento, ha imputati a se tutti i meriti di questa provvidenziale soluzione. (cfr IL TEMPO sabato 10 dicembre 2005).

Quindi un dato è inoppugnabile: la soluzione data per scongiurare la paventata chiusura dell’ospedale di Minturno è venuta proprio dalle fila dell’opposizione, che anche in questa occasione ha dimostrato di sollevare per tempo l’attenzione sui problemi e di dare puntuali e precise indicazioni per la risoluzione degli stessi a totale beneficio della cittadinanza.

Altro che opposizione capace solo di criticare e di scendere in piazza; noi lavoriamo con determinazione e ci impegniamo alla risoluzione dei problemi del nostro Comune con tutte le difficoltà che vengono poste in essere da questa maggioranza.

La nostra correttezza, la nostra coerenza e il nostro forte senso della cosa pubblica è attestata da tutti gli atti su questo delicato argomento che ci hanno visti protagonisti nell’ideazione, nella proposizione di specifiche deliberazioni votate poi all’unanimità da questo consesso. (cfr Delibere del Consiglio Comunale nn. 15 e 16 del giorno 11 maggio 2006)

Mi avvio a concludere ribadendo la mia preoccupazione riguardo al rischio, quanto mai concreto, di ulteriori ostacoli per l’apertura della struttura della R.S.A. a causa del ritardato adempimento di tutte le prescrizioni da osservare.

Ancora nel mese di dicembre scorso si indiceva una gara per la realizzazione di un ulteriore ascensore evidentemente necessario per mettere a norma la struttura; la determinazione n. 227 del Servizio Lavori Pubblici è stata pubblicata in questi giorni, questi sono i dati. Noi parliamo e ci diciamo pessimisti alla luce di documenti inoppugnabili, non facciamo proclami e non ci dilettiamo nel fare facile demagogia.

L’apertura della R.S.A. è troppo importante, non si deve e non si può perdere altro tempo, Minturno non può perdere anche questo treno, ed è per questo che saremo vigili quanto e più di prima per evitare che i tempi si allunghino e utilizzeremo tutti i mezzi democratici messi a nostra disposizione per mantenere desta l’attenzione dell’opinione pubblica.

Far aprire per tempo la struttura di Poggio Ducale è un obiettivo che bisogna raggiungere al più presto.

Non possiamo permettere che l’ospedale di Minturno venga chiuso anche per un solo istante. La salute dei cittadini è un bene che deve essere difeso e tutelato ad ogni costo; ed è per questa ragione che non esiteremo, se non sarà aperta entro i tempi promessici la R.S.A., ad occupare, come estrema ratio, questa aula consiliare.

Minturno 05 febbraio 2007

Ercole Conte