Editoriale

Editoriali scritti dal gruppo

Elezioni

Minturno: la maggioranza perde i pezzi ?

A meno di un mese dall’uscita dalla maggioranza del Consigliere Comunale Ercole Conte, che si è auto sospeso dal Gruppo consiliare di A.N., un altro Consigliere Comunale abbandona quella che, l’indomani delle elezioni, era considerata l’inaffondabile corazzata amministrativa di Minturno.
Oggi il transatlantico, guidato da Sardelli, appare destinato a fare la fine del Titanic lanciato com’è, dal suo ombroso comandante, verso una fatale collisione.
Molti ancora non hanno compreso i rischi che stanno correndo. I più attenti tra i consiglieri hanno evidentemente compreso per tempo il pericolo e si sono allontanati su lidi autonomi e sicuri.
Alcuni osservatori fanno notare che l’uscita di Colacicco dal gruppo consiliare di F.I., non ancora ufficializzato, sia il frutto di un accordo, ben più ampio, siglato a Formia lo scorso lunedì, che lo lega indissolubilmente alle scelte del di lui germano.
All’ombra del campanile di Mastella si affollano frotte di politici, e a Minturno la definizione dell’accordo di massima tra Pino Russo, Claudio Dedalo, Vito Romano e i fratelli Colacicco, e il “campanaro” di Telese sembra aver raffreddato definitivamente il fervore dimostrato la scorsa settimana da uomini politici dal nobile pedegree.
Tutto sembra cambiare, ma i giochi saranno decisi ancora una volta lontano da Minturno e le decisioni, che nel futuro prossimo saranno prese a Fondi, determineranno una svolta epocale in tutta la provincia di Latina.
Solitaria, ma decisa, appare la battaglia del Consigliere Conte che, lontano anni luce dall’idea di “migrare” in altri partiti dal roseo futuro, si appresta a sostenere una sfida, apparentemente, molto superiore alle sue reali possibilità.
In un panorama politico fluido e indeterminato la sua tenacia lascia intuire una chiarezza d’idee ed una forza di volontà tali da costituire, al momento, l’unica certezza di valida futura alternativa ad un sistema politico prossimo al collasso.
Tempi bui si preannunciano, la perdita della Regione Lazio prima e l’approssimarsi del cambio alla guida del Governo nazionale priveranno, definitivamente, gli amministratori minturnesi delle tutele di cui hanno fino ad oggi goduto.
Il “campanile” resta l’unica soluzione per alcuni, altri fanno voti rivolti al “nume di Hammamet”, per ricostruire un forte partito socialista nella sinistra.
I cittadini in tutto questo non c’entrano per nulla, saranno un giorno chiamati a confermare le scelte fatte per il tornaconto politico personale dei loro signori perché a Minturno ancora vige il principio del “cuius regio, eius religio”.