Approvazione conto di bilancio “Esercizio 2005”
Ancora una volta, in questa sede, sono costretto a far rilevare una grave inadempienza dell’esecutivo riguardo al rispetto dei termini di deposito degli atti previsti nelle procedure preliminari l’approvazione del Rendiconto per l’esercizio finanziario.
Infatti, sollevo la pregiudiziale riguardo la legittimità della deliberazione di questo punto all’ordine del giorno in quanto la proposta di deliberazione consiliare, corredata dalla relazione dei Revisori dei Conti e di tutti gli allegati ad essa relativi non è stata messa a disposizione dei Consiglieri Comunali nei termini e nei modi previsti dalla legge.
La Relazione dei Revisori dei Conti al sette agosto u.s. non era ancora stata messa a disposizione dei Consiglieri comunali; inoltre, diversamente da quanto comunicato dal Presidente del Consiglio, con nota protocollo n. 16205 del 26 luglio scorso, i Revisori dei Conti hanno ricevuto le relazioni necessarie per le loro valutazioni solo il giorno 28 luglio. Ne consegue che la documentazione messa a disposizione dei Consiglieri in tale data non era corredata di un elemento fondamentale quale è la relazione dei Revisori dei Conti e quindi ad oggi non sono trascorsi i venti giorni rituali.
Ricordo che l’art. 61 comma 1 del Regolamento Comunale di contabilità recita: “La proposta di deliberazione consiliare di approvazione del rendiconto, corredata della relazione del Collegio dei Revisori, dovrà essere depositata, unitamente ai relativi allegati, nella segreteria comunale, a disposizione dei Consiglieri, almeno 20 giorni prima della seduta consiliare in cui viene esaminato il rendiconto”.
Detto questo, mi riservo, a nome del gruppo misto di Intesa civica “Tradizioni e Valori”, di valutare, in caso di avvenuta deliberazione di approvazione del rendiconto in discussione, eventuali azioni da intraprendere per fare applicare anche a Minturno le disposizioni che sono previste dalla norma.
Il Comune è l’ente locale che rappresenta gli interessi e promuove lo sviluppo della propria comunità esso deve, quindi, operare secondo efficaci criteri di pianificazione finanziaria e di controllo della gestione. Questi criteri servono a migliorare il grado di efficacia, di efficienza e di economicità dell’attività di gestione intrapresa dalla Giunta che deve in sostanza rendere più razionale l’uso delle risorse disponibili.
Sarebbe, in questa sede, opportuno parlare della mission e della vision che dovrebbero animare e guidare l’attività dei rappresentanti dei cittadini presso l’ente Comune che, come ogni ente o azienda, è fortemente condizionato dalla disponibilità di adeguate risorse finanziarie utili al perseguimento del proprio scopo sociale, ma credo che sarebbero pochi a comprendere il senso del discorso presi come sono da interessi di varia natura dettati vieppiù da attività che li legano in maniera indissolubile alle sorti di chi detiene il potere.
La valutazione approfondita dell’andamento generale delle entrate e delle spese effettuate, deve fornire ai Consiglieri le indicazioni necessarie e gli spunti di riflessione che agevolano la comprensione della complessa situazione finanziaria del nostro Comune.
In estrema sintesi possiamo dire, dopo aver apprezzato l’estro e la fantasia contabile dei redattori del bilancio, degni epigoni dei contabili della Parmalat S.p.A. del Commendator Callisto Tanzi, che, virtualmente, il bilancio consuntivo del 2005 è stato chiuso con un ridottissimo avanzo di amministrazione.
L’attenta e scrupolosa lettura della documentazione avuta tardivamente a disposizione, nella modalità dichiarata in premessa dell’intervento, porta, però, a conclusioni diametralmente opposte, anzi possiamo affermare che, purtroppo, dopo appena un decennio dalla conclusione dello stato di dissesto finanziario, votato per amor del vero da molti politici che stanno ancora male amministrando questo Comune, il bilancio viene chiuso di fatto con un sostanziale disavanzo.
I dati riportati risentono fortemente di incongruenze tali da falsare il risultato della gestione.
Basti prendere ad esempio il Conto del Patrimonio che si basa su elementi poco o affatto corrispondenti alla realtà.
La determinazione dei beni immobili del Comune è ferma all’anno 2002. Stupisce il fatto che se da un lato non sono state riportate negli elenchi dei beni immobili comunali alcune proprietà, che notoriamente appartengono al nostro demanio, dall’altro si continuano a riportare, nell’elenco ufficiale alcune proprietà che sono state alienate così come si continuano a tenere negli elenchi e computati usi civici che sono stati, nel contempo, affrancati.
Dall’improvvisazione e dalla mancanza di un efficace strumento di rilevazione e di ricognizione dei beni patrimoniali del Comune deriva la situazione di enorme confusione, più volte denunciata, per la quale il nostro Comune ha perso la proprietà di beni immobili dal cospicuo valore, nell’ordine delle centinaia di migliaia di Euro, come ad esempio i locali della delegazione di Marina di Minturno.
Non stupisce, quindi, il fatto che da numerose proprietà il Comune non percepisce il reddito previsto. Anzi, addirittura sono proposte dalla Giunta cessioni di proprietà comunali, per sanare situazioni di occupazione del demanio pubblico, finalizzate a nascondere lo scandalo di situazioni illegali riscontrate, ma mai debitamente perseguite.
Colgo l’occasione per denunciare ancora una volta una pratica tanto cara ad alcuni Responsabili di Servizio e chiedo al riguardo ai Revisori dei Conti di prendere le opportune misure correttive per evitare, per il prosieguo, il perpetuarsi della pratica consolidata di concedere i locali o le proprietà facenti parte del demanio comunale in comodato gratuito ai propri amici. Tale pratica è esplicitamente vietata dal regolamento di contabilità che è stato, quindi, violato proditoriamente e reiteratamente trasgredendo così uno dei basilari principi che sono a fondamento di un corretto Bilancio: il principio di integrità del bilancio stesso.
Quest’ultimo aspetto, poiché gli inviti, rivolti ai Funzionari Responsabili, a sanare tutte le situazioni in essere, non sono stati ancora accolti, dovrà essere portato all’attenzione della giustizia contabile per quantificare il danno sino ad ora arrecato alle casse comunali dall’atteggiamento disinibito di alcune Posizioni Organizzative che hanno voluto assecondare le scorrette logiche clientelari dei politicanti loro protettori.
La lettura e l’analisi dei dati contabili del conto consuntivo, riportati nella relazione tecnica al conto di bilancio del 2005, apporta ulteriori elementi di valutazione della reale situazione finanziaria del nostro Comune.
Sappiamo che il risultato di amministrazione si ottiene dal simultaneo concorso della gestione di competenza dell’anno 2005 e dai residui riportati dagli anni precedenti.
Il risultato però deve essere depurato dal valore di eventuali procedure esecutive intraprese dai creditori sulle disponibilità di tesoreria dell’ente, già poste in essere, ma non ancora riportate in contabilità ufficiale.
In parole molto semplici, affinché possano comprendere anche le pietre delle mura di questo antico cenobio, prima di annunciare un risultato positivo, al netto delle azioni esecutive di 566.331.26 euro, facendo credere all’opinione pubblica che si era davanti ad un bilancio con degli avanzi di amministrazione, la Giunta avrebbe dovuto prendere atto della pietosa condizione in essere ed avrebbe dovuto, peraltro, rendere partecipe di tutta una serie di azioni esecutive in atto anche quest’Assemblea.
Siamo innanzi alla presenza di una mole di debiti fuori bilancio che grava sulle casse del nostro Comune.
Elenco di seguito solo una decina di sentenze esecutive che sono state volutamente tenute celate, ma che ho comunque riscontrato. Non mi stupisce questo atteggiamento poco ortodosso della Giunta che è oramai abituata a gestire la cosa pubblica interpretando e “stiracchiando”, come ebbe a dire un Assessore, la legge.
La gravità delle omissioni sta anche nel fatto che alcune di queste sentenze esecutive sono pervenute al comune nel settembre dello scorso anno.
Quanto detto dimostra che i funzionari non sono stati, come da me raccomandato in occasione della verifica degli equilibri di bilancio, sufficientemente redarguiti e che la pratica di celare al Consiglio comunale, ovvero di rimandare nel tempo il riconoscimento in sanatoria di debiti fuori bilancio, continua in molti uffici.
Basta in questa sede ricordare che il pignoramento, richiesto dalla società Eurotraff, cioè la società che gestiva i famosi fotored installati ai semafori, nel settembre del 2005, è stato comunicato solo nello scorso mese di dicembre, ma ancora ad oggi non è stato portato ufficialmente a conoscenza di questo consesso.
In attesa delle sentenze, che pioveranno sulla nostra testa nel futuro prossimo venturo, derivanti dalla mancanza di copertura assicurativa, che questo Comune ha avuto per circa tre mesi e che puntualmente denunciai e feci rilevare in questa sede lo scorso anno, mi pregio di portare a conoscenza di tutti i Consiglieri comunali un breve elenco di debiti fuori bilancio derivanti vieppiù da sentenze esecutive.
Prima di passare all’elencazione devo però rivolgere ufficialmente un altro appello.
Da alcuni mesi si registra un aumento spropositato delle spese generate da un aumento madornale del contenzioso, basti pensare che nell’ultimo anno è stato fatto ricorso per più di un centinaio di volte all’affido di incarichi ad avvocati esterni. Ciò che lamento riguarda la metodica adottata dall’ufficio preposto, ma ci tengo a precisare che il Funzionario Responsabile di tale servizio non è messo in condizione di poter operare con strumenti necessari sufficienti.
Gli incarichi sono affidati agli avvocati, più o meno i soliti noti, con un acconto di circa 500 Euro ad incarico, quindi sono impegnate delle somme forfettarie irrisorie, ma non è dato conoscere le somme effettive di cui dovrà farsi carico il Comune.
Praticamente ci ritroveremo fra qualche anno con un numero impressionante di debiti fuori bilancio dovuti alle parcelle che prima o poi saranno addebitate. Forse è il caso di ricordare che la prassi da adottare deve essere molto diversa: contestualmente all’attribuzione dell’incarico, che deve essere attribuito dopo una valutazione dell’esecutivo sull’opportunità o meno di costituirsi in giudizio, è fondamentale impegnare le somme complessive che il Comune dovrà pagare.
Consiglio di redigere un elenco dei contenziosi in atto dal quale si possa anche evincere il nome degli avvocati incaricati, le somme impegnate e i costi effettivi da sostenere. Qualcuno potrà stupirsi di queste raccomandazioni, ma chi conosce veramente il modo di operare in questo Comune sui generis mi comprenderà e converrà con me sull’opportunità di queste segnalazioni.
Elenco brevemente alcune sentenze esecutive già notificate:
Euro 7.000 Dovuti alla Società Promozione e Sviluppo Latina S.p.A.;
Euro2.000Per un danno subito da un cittadino;
Euro20.000Riconosciuti alla Società ASPA S.p.A.;
Euro2.000Per un altro caso di sinistro subito da un cittadino;
Euro6.000Relativi ad una infrazione contestata ad un nostro dipendente;
Euro4.000Dovute per una vertenza;
Euro7.000Richiesti dalla Società Eurotraff S.p.A;
Euro 500.000Che rappresenta la ciliegina su questa torta di debiti.
Senza alcun dubbio la sentenza con la quale il Giudice obbliga il Comune di Minturno a versare una somma così ingente anche se, in minima parte, in solido con l’Amministrazione provinciale di Latina rappresenta un elemento ulteriore che dimostra l’incapacità progettuale della Giunta che invece di dilapidare i soldi in spese folli di telefono, feste, festicciole e convenzioni inutili, per non citare ancora una volta i soldi “graziosamente offerti” ad una nota ditta che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti, avrebbe dovuto già da tempo risolvere il problema di via Simonelli che è effettivamente disastrata e già da molti anni avrebbe dovuto avere un definitivo intervento di manutenzione.
A causa dell’incapacità di amministrare della Giunta i cittadini sono costretti a pagare danni per oltre 500.000 euro quando con quella stessa somma avremmo potuto programmare un serio e risolutivo programma di intervento manutentivo dell’importante arteria di comunicazione.
Quindi, per quanto di mia conoscenza, ma sono convinto che in qualche capiente cassetto riposa in pace qualche altra chicca del genere, il Comune ha da rifondere per sentenze esecutive varie ben oltre 500.000 euro di debiti fuori bilancio.
Ogni ulteriore commento è a questo punto superfluo e inutile.
La visione simultanea dei risultati riportati, in maniera sinottica, rende giustizia alle valutazioni totalmente negative fino ad ora riportate e conferma le mie perplessità sul reale stato della finanza del nostro Comune.
Si registra una costante diminuzione, nell’ultimo lustro, dei residui attivi ed alla contestuale crescita di quelli passivi. Il risultato che si ottiene da questa operazione meramente contabile contribuisce solo ad aumentare il saldo del fondo di cassa, ma è opportuno ricordare che questo evento si realizza solo grazie all’azione di procrastino del pagamento delle spese.
A seguito della lettura della sintesi dell’andamento degli indicatori finanziari negli ultimi cinque anni sono stato colto da un forte senso di sconforto. Siamo messi male, e tutti i fattori riportati concorrono a confermare questa triste considerazione.
La pressione tributaria pro capite è raddoppiata, passando da 238 Euro a 401 Euro in tre anni, è aumentato il grado di rigidità per indebitamento.
Per ogni cittadino si è passati da un indebitamento di 377 Euro a ben 523 Euro nel 2005, ma se consideriamo che nello stesso lasso di tempo la propensione all’investimento è passata da 30% al 20% per gli investimenti in opere pubbliche, abbiamo il quadro completo nella sua disarmante desolazione.
Purtroppo non è stata colta l’occasione del condono edilizio per dare una svolta agli investimenti utilizzando i proventi introitati, anzi più della metà dei soldi incassati dalla sanatoria edilizia sono andati a finanziare spese correnti. Non ci sono più fondi disponibili per realizzare opere di urbanizzazione primaria quali fogne, marciapiedi e quant’altro.
La cuccagna, però, è finita e nel prossimo bilancio alle enormi difficoltà già evidenziate bisognerà aggiungere la fine dell’afflusso straordinario e notevole degli oneri pagati dai cittadini per le domande di condono.
Nonostante nel 2005 non sono stati accesi nuovi prestiti la situazione è drammatica, il Comune deve pagare per la restituzione dei ratei alla Cassa Depositi e Prestiti per ogni anno circa 500.000 Euro e cioè il doppio rispetto a cinque anni fa.
Quindi assistiamo all’aumento costante ed allarmante delle spese correnti ed alla conseguente contrazione delle spese per investimenti. Questo dato è esemplificativo della mancanza di capacità di questa amministrazione di contenere le spese superflue per accumulare le risorse necessarie per la realizzazione delle opere strutturali necessarie allo sviluppo del territorio.
Ricorrere ai mutui per la realizzazione di opere pubbliche diventa in questa situazione sempre più difficile anche perché la capacità d’indebitamento, come abbiamo già detto, si è drasticamente ridotta avendo al momento il nostro Comune contratto prestiti per circa 10.000.000 Euro contro i 7.000.000 di Euro del 2001.
La gestione delle entrate dovute all’erogazione dei servizi a domanda individuale, che vista nel suo complesso è già di molto al di fuori del corretto equilibrio diventa inverosimilmente assurda per alcuni servizi specifici quali ad esempio il trasporto scolastico. In questo settore si registrano dei dati allarmanti tali da rendere necessario un intervento ispettivo dei Revisori dei Conti che dovrebbero accertare la bontà delle ragioni per le quali l’appalto del servizio è stato espletato così in ritardo.
Non è facile comprendere, per chi vede l’amministrazione della cosa pubblica in un ottica di ottimizzazione dei risultati rispetto alla disponibilità di risorse per garantire il maggior numero di servizi al cittadino ad un costo equo, come è stato possibile prorogare per anni un servizio ad un costo che è stato clamorosamente smentito proprio dalla cooperativa che si è aggiudicato il nuovo contratto e che ha gestito, sino allo scorso mese di maggio, l’appalto in proroga da molti anni.
Dopo l’appalto il Comune paga per lo stesso servizio prestato decine di migliaia di euro in meno, quindi se il servizio può essere appaltato a queste cifre, oggi che il costo della benzina è salito alle stelle, se ne deduce che per anni abbiamo prorogato un servizio ad un costo eccessivo e comunque superiore a quello dovuto.
Anche questo aspetto dovrà essere ulteriormente chiarito.
Se dalla relazione tecnica al conto di bilancio si evince il disastroso stato delle finanze comunali la valutazione dei dati, contenuti nella relazione al rendiconto della gestione, nella sua logica espositiva, fa rivelare, sin dal primo approccio, una inefficienza ubiquamente diffusa, che avrebbe dovuto far pervenire il “Nucleo di Valutazione” a ben altre conclusioni.
Di fronte alla presa d’atto della situazione reale appare paradossale la valutazione data dall’organo di controllo dell’operato di alcuni funzionari e del Direttore Generale di questo Comune.
Sottolineo il fatto che appare troppo benevolo se non addirittura edulcorato il giudizio dato riguardo agli obiettivi raggiunti dal nostro Direttore Generale. Invito il Nucleo di Valutazione ad effettuare una ricognizione dello stato di attuazione effettivo dei programmi ed ad essere coerente nei suoi giudizi con le risultanze clamorosamente fallimentari del complesso dei risultati, che non paiono essere stati raggiunti se non nell’immaginario di qualcuno.
La realizzazione dei programmi, rapportati alle risorse attivate, denota la complessiva inefficienza della macchina burocratica nel suo complesso.
Non solleverò nemmeno il problema del forte scostamento tra le previsioni e quelle che sono state poi le risultanze della gestione. Mi basta in questa sede evidenziare alcuni dati che risultano dal quadro di sintesi dello stato di attuazione dei programmi dell’anno 2005.
Possiamo affermare che, mediamente, i programmi sono stati realizzati solo nella misura del 43%. Questo dato dovrebbe far riflettere ulteriormente il nostro Direttore Generale, già Segretario Comunale e finanche membro del benevolo Nucleo di Valutazione sull’effettiva valenza di se stesso e del personale direttivo di questo Comune.
I programmi per l’istruzione pubblica sono stati attuati solo in misura del 45%, nel settore Sociale siamo al di sotto della soglia del 43% della realizzazione, ma è nel settore della cultura che si rasenta il ridicolo: i risultati sono tali che in qualsiasi altra città porterebbero l’Assessore responsabile di tali performance alle dimissioni. Fortunatamente questo non è il caso di Minturno dove certi personaggi non si rendono nemmeno conto di essere dannosi ed insistono e persistono a ricoprire incarichi e ruoli che non competono loro.
In fondo non è l’unico caso, da un’indagine per niente scientifica, ma che ha coinvolto oltre cento persone residenti, ovviamente non impegnate politicamente, è risultato che di un Assessore non si è sentito parlare nemmeno una volta, cioè non se ne conosce addirittura l’esistenza. Ribadisco che non è un’indagine scientifica, ma una riflessione sarebbe opportuna farla sui risultati ottenuti.
Siamo ancora a metà dell’intervento, comprendo lo stato di disagio di alcuni, ma è necessario fornire quante più informazioni integrative, esplicative e complementari a questo bilancio affinché si possa consentire a tutti l’effettiva comprensibilità del rendiconto della gestione che, lungi dal rispettare il postulato della chiarezza, finisce spesso per essere incomprensibile ed eccessivamente prolisso finendo per celare le informazioni che necessariamente devono essere trasmesse ai cittadini per dare loro la possibilità di valutare con serenità l’operato dei propri rappresentanti eletti.
La relazione dovrebbe fornire elementi tali per consentire una rappresentazione chiara, veritiera e corretta della situazione finanziaria, economica e patrimoniale del Comune nonché i dati necessari per la valutazione dei principali aspetti della gestione.
Purtroppo non è così per questo bilancio e non sarà così nei prossimi bilanci ed osserveremo, come è già avvenuto, una parata di variazioni di bilanci ed un’orgia di debiti fuori bilancio che testimoniano l’incapacità di programmare, con sufficiente attendibilità, l’azione burocratica di questo Ente.
Spiace dover rilevare che a pag. 85 della relazione del rendiconto di gestione 2005 tra le informazioni e i dati di bilancio, riguardanti la politica di investimento, si ritrova, nel riquadro degli investimenti attivati nel 2005, la presenza della posta di 40.000 Euro spesi per “l’acquisto dell’ala est del Castello Baronale- Ente Asili”.
Credevo che in quest’aula era stato chiarito, una volta per tutte, che tale somma non poteva essere elargita poiché non risulta agli atti alcun documento che attesti l’attività svolta dal noto avvocato De Paola già sedicente presidente dell’Ente Asili e in tale millantata veste promotore di un accordo di cessione a titolo oneroso dei beni del disciolto Ente Asili.
Avevo già sollevato l’eccezione di nullità dell’atto con il quale era stato determinato la liquidazione di tale somma. Ribadisco ora che tale atto è nullo poiché fa riferimento ad una delibera del 1983 che come ho avuto modo di dimostrare, producendo una copia della stessa in questo Consiglio, tratta di tutt’altro argomento. Già è stata dimostrata efficacemente l’insussistenza del titolo per ricevere tali somme, perché la Giunta ha voluto, nonostante tutto, liquidare questa somma?
Il Castello Baronale è stato acquisito al patrimonio comunale con un atto di devoluzione “gratuita” da parte del Commissario liquidatore Professor Michele Graziosetto e pertanto nessuno può pretendere somme che sono invece necessarie alla realizzazione di opere pubbliche.
Anche per quanto riguarda il cimitero ci sono tutta una serie di situazioni contabili da chiarire, ma le anomalie riscontrate saranno oggetto di un ulteriore e più approfondito dibattito nei prossimi mesi. Per il momento posso solo anticipare che ci sono incongruenze tali da rendere plausibile una ipotesi di ammanco economico in misura di qualche centinaio di migliaia di Euro rispetto all’originale piano finanziario cimiteriale.
Cattive notizie giungono anche sul fronte della capacità d’indebitamento che, come abbiamo già detto, è stato drasticamente ridotto dall’ultima finanziaria sicché per il futuro sarà temerario ricorrere a questa forma di approvvigionamento di risorse per le spese d’investimento.
Altro aspetto da mettere in evidenza è la difficoltà che continua a dimostrare l’Amministrazione nel reperimento delle risorse di entrata.
Nonostante il fallimentare Condono dei tributi comunali, fortemente voluto dalla giunta Sardelli, che, visto il disastro ottenuto, si è premurata di concedere un’ulteriore proroga, la platea dei contribuenti continua ad essere relativamente esigua e quindi sostanzialmente la stessa. Ne consegue che mentre gli evasori continuano a godersela i soliti noti all’erario comunale sono tassati sempre con maggiore veemenza.
Ribadisco, ancora una volta, che i dati a disposizione dimostrano una forte incongruità per quanto riguarda gli iscritti ai ruoli specie se si raffronta il numero dei contribuenti col cospicuo patrimonio immobiliare presente nel territorio amministrato.
Le risultanze degli introiti per la tassa di pubblicità sono ridicole mentre gli incassi di altre imposte continuano a diminuire sempre di più come ad esempio la tassa per l’occupazione del suolo pubblico.
A proposito di tassa per l’occupazione del suolo pubblico, invito, ancora una volta, il Signor Sindaco, che ha appena fatto approvare una delibera illegittima in materia, a rispettare e a fare rispettare la norma e faccio appello affinché non continui ad insistere nel voler ritenere certi oneri facoltativi per gli amici e cogenti per i nemici. Resta, comunque, il fatto che tale pratica è espressamente vietata dal regolamento di contabilità: le somme previste per tale tassa devono essere incamerate, se poi il signor Sindaco ritiene politicamente opportuno dare un contributo per la realizzazione della “manifestazione settembrina” è un suo diritto, ma la legge va rispettata.
Non posso terminare l’intervento senza citare l’ennesima nota dolente e l’ulteriore elemento “taroccante” del bilancio consuntivo in discussione.
Sotto questo aspetto ho prima sottolineato negativamente un aumento sproporzionato dei residui passivi affinché si mantenga costante la disponibilità di cassa.
La nota dolente è rappresentata dai circa 600.000 euro che già lo scorso anno avevo sostenuto essere difficilmente esigibili e, in effetti, oramai dispero di vederli affluire nelle esangui casse comunali. Faccio riferimento agli stanziamenti a residuo degli anni 1999 e seguenti riguardanti le somme dovute al Comune di Minturno dal Consorzio degli acquedotti degli Aurunci. Tali somme, dunque, sono difficilmente recuperabili, ma esse incidono in maniera ponderata per una ragguardevole percentuale rispetto a tutti i residui attivi, inoltre, esse permettono a livello finanziario di far riportare un avanzo di amministrazione.
Anche altre partite attive lasciano perplessi come ad esempio la somma di circa 80.000 euro riportata alla voce “recupero costi numerazione civica”. Questo tema dovrà essere trattato in altra occasione poiché c’è stato modo di notare tutta una serie di situazioni che meritano la dovuta attenzione di questo consesso. Non sono passate inosservate le modifiche rilevanti poste in essere nel contesto contrattuale con la Società che è stata incaricata di predisporre la toponomastica e la numerazione civica.
Gli stanziamenti a residuo risultanti da economie di mutui accesi nel passato dovrebbero essere rivisti. Nel complesso si desume che le opere che ultimate attendono anni per la predisposizione degli atti finali di liquidazione e di collaudo.
Al termine di questo intervento auspico che tutti in quest’aula si siano resi conto della reale situazione finanziaria del nostro Comune.
Siamo di fronte ad una situazione grave, per fortuna non disperata, ma il trend di tutti i dati è tendente al peggio. Non si potrà continuare in eterno con diversivi contabili.
È emblematico il fatto che nel 1998 il nostro Comune ha chiuso il bilancio con 18 miliardi di Lire di avanzo mentre oggi ci troviamo di fronte ad un sostanziale disavanzo.
Considerata la cifra enorme dei residui attivi riportati, ma inesigibili: circa 600.000 euro; i debiti fuori bilancio ovvero solo una parte di quelli esistenti e cioè altri 600.000 Euro; l’inesistenza per il futuro di entrate straordinarie come sono state quelle derivanti dal condono edilizio. Se a tutto questo si aggiunge il forte indebitamento e la diminuita capacità di contrarre nuovi ed ulteriori prestiti. Il quadro che ne viene fuori è a tinte fosche.
Solo con un intervento deciso ed una diversa impostazione della politica amministrativa e della gestione dell’Ente si potrà imprimere una svolta positiva.
L’esecutivo dovrebbe prendere atto di questi dati e prendere le decisioni conseguenti.
Sono trascorsi appena tre anni e quello che denunciai in questa sede si è puntualmente avverato.
In quella occasione ebbi a dire che l’avverarsi delle mie previsioni, allora giudicate da molti colleghi apocalittiche, non sarebbe stato preso da me quale spunto per acclarare la mia capacità di valutazione dello stato dei fatti e delle dinamiche finanziarie del nostro Comune.
Dissi allora e quanto io sostenni è riportato nel mio intervento allegato alla delibera di allora, che avrei rilevato con rammarico la mia incapacità di rendere partecipi i miei colleghi del pericolo imminente e della necessità di un cambiamento di rotta.
Oggi prendo atto che, purtroppo, non sono riuscito a far comprendere la necessità di mutare costumi e metodi amministrativi, a far porre fine a pratiche burocratiche dissennate ed a cambiare abitudini inveterate allo spreco del pubblico denaro.
Ho detto e ribadisco che la situazione è grave, ma, per fortuna, non è ancora disastrosa. Solo prendendo atto della reale situazione, attraverso il riconoscimento degli errori commessi, si può sperare di evitare a Minturno il danno di una nuova crisi finanziaria che ci porterebbe diritti verso un ulteriore dissesto.
In un contesto economico globale, caratterizzato da una forte crisi del settore trainante della nostra economia quale è il turismo, è necessario trovare le energie e le risorse necessarie per rilanciare la politica d’investimento supportata da una efficace azione amministrativa impostata all’incremento dell’efficienza burocratica ed all’efficacia dell’azione politica.
Abbiamo dopo appena un decennio toccato nuovamente il fondo, il mio auspicio e quello di trovare tutti insieme, da parte dell’esecutivo, delle forze di maggioranza e quelle di opposizione, ciascuno nell’ambito del ruolo rivestito, le ragioni di riscatto.
Non può infatti far piacere a nessuno raccogliere un giorno i cocci di una dissennata azione politica che, se reiterata nel futuro, porterà fatalmente ed inevitabilmente, al tracollo finanziario dell’amministrazione comunale ed al disastro economico e sociale della nostra città.
Minturno 18 agosto 2006
Ercole Conte