Editoriale

Editoriali scritti dal gruppo

Elezioni

Consiglio comunale del 26 febbraio 2007, “Interrogazione dell’On. Silvio Crapolicchio: determinazioni”.

I toni accesi e gli argomenti addotti finora, in merito la discussione riguardante l’interrogazione presentata dall’on. Crapolicchio, denotano quante riserve mentali e quanta ipocrisia cova negli animi di coloro i quali, dalle fila della maggioranza di questo Comune, invocano il rispetto delle istituzioni, temono la delegittimazione delle stesse e, nello stesso tempo, blaterano di “pernacchie” indirizzate ad un rappresentante del Parlamento ed arzigogolano con l’intento malcelato di esporlo al pubblico ludibrio. Tali affermazioni non fanno onore a questo consesso. Appaiono strumentali le dichiarazioni di disappunto di alcuni colleghi consiglieri, che mi hanno preceduto, sull’interrogazione, vertente su Minturno, presentata “da un parlamentare romano eletto in Piemonte”. Praticamente questa sera qualcuno vorrebbe capovolgere anche i dettami costituzionali per i quali i parlamentari svolgono il loro mandato senza vincoli territoriali ed hanno pieno diritto di sindacato ispettivo in merito alle problematiche che emergono su tutto il territorio nazionale. Se non altro bisognerebbe dare atto all’On. Crapolicchio di essersi preoccupato di Minturno, alla luce delle “anomalie e delle disfunzioni riscontrate nell’ambito della gestione della cosa pubblica”, a differenza di qualche altro parlamentare eletto in zona che, in tanti anni, non sembra essersi impensierito più di tanto per il nostro territorio. Si è voluto artatamente speculare su alcuni aspetti dell’interrogazione parlamentare e su alcune palesi sviste in essa contenute per sviare il vero tema che doveva essere al centro dell’attenzione di questo consesso: cioè il rispetto della legalità e il concreto rischio di infiltrazioni malavitose nel tessuto sociale e politico del nostro Comune. Pertanto, se proprio vogliamo entrare nel merito di questa discussione bisogna sgombrare il campo da inutili tentativi di eludere la vera problematica con tergiversanti contumelie nei confronti dell’On. Crapolicchio. Questa sera noi dobbiamo ragionare di legalità, di regole e di come, rispetto ad esse, si pone questa Amministrazione. Non può sfuggire che le istituzioni, in questo caso l’Ente Comune, rivestono un ruolo importante nella diffusione di un clima di democratica convivenza nel rispetto delle regole. Solo rispettando pedissequamente le regole le Istituzioni, prima ancora che i singoli cittadini, diventano fattori tangibili della diffusione della legalità. Ne consegue che solo un contesto sociale, dove è fortemente radicato il rispetto per la legalità e per le regole, può essere scevro da ogni ipotesi di infiltrazione o commistione con matrici di devianza tipiche della criminalità organizzata. Non ci pare, però, che a Minturno si siano creati negli ultimi anni argini sufficientemente solidi contro l’ipotesi di contaminazioni malavitose che oggi, è il caso di ribadirlo, si presentano al nostro cospetto in vesti ben lontane da quelle che sono oramai arcaiche figure stereotipate. Mi domando: vi è, dunque, legalità quando, dopo anni di denunce pubbliche della minoranza, si continuano a pagare cifre oramai superiori al milione di Euro per servizi mai effettuati? Possiamo parlare di legalità di fronte a realizzazioni fatte effettuare a ditte “amiche” con l’intento di eludere la normativa nazionale ed europea in materia di lavori pubblici? Dov’è relegata la legalità quando un ente pubblico è acquiescente nei confronti di privati cui è stata affidata la gestione dei parcheggi e che violano ripetutamente il codice della strada vessando i poveri cittadini con innumerevoli multe illegittime? Può veramente dirsi nella piena legalità un Comune dove perfino i dati dell’anagrafe sono discordanti tra loro? Io credo che nemmeno nei paesi del quarto e del quinto mondo ci siano questi problemi. Ciononostante, non posso condividere la richiesta sollevata dal Deputato Crapolicchio, di scioglimento del Consiglio comunale, che bollerebbe negativamente, in modo indelebile, l’intera classe politica. Questo, perché io sono convinto che continuando nell’azione politica di denuncia delle anomalie riscontrate e nella condotta propositiva per la risoluzione delle problematiche, che l’opposizione sta portando avanti, si creeranno i presupposti per l’alternativa al sistema di malgoverno vigente a Minturno. Saranno i cittadini a decidere e le prossime elezioni costituiranno l’effettivo banco d’esame per tutti. A questo punto possiamo dire che, per fortuna, almeno il tessuto sociale è ancora scevro da contaminazioni camorristiche. Nello stesso tempo, però, non bisogna abbassare la guardia anzi si devono incrementare i controlli sul territorio avendo particolare attenzione al settore del commercio ed a quello immobiliare senza dimenticare che è quanto mai opportuno verificare le singole posizioni degli amministratori nonché l’operato delle singole figure politiche di questo Comune. Un ultimo appunto va anche rivolto all’atteggiamento di chi gestisce la cosa pubblica. Rispettare le regole, rientrare nell’alveo della legalità significa anche considerazione per i singoli ruoli che ognuno svolge e per quelli di coloro i quali siedono su questi scranni in rappresentanza della minoranza dei cittadini. Non si può, in sostanza, andare verso la legalità quando si svilisce la funzione importante dell’opposizione e non si può andare lontano quando si tende ad imbavagliare la parte avversa.


Ercole Conte