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FESTINA LENTE

L’imperatore Augusto amava ripetere ai suoi generali che la prudenza è una virtù di gran lunga più importante dell’audacia. Amava, infatti, ripetere loro, come ci racconta Svetonio, il motto “festina lente”, cioè affrettati lentamente.

L’ossimoro pronunciato con arguzia dall’imperatore romano insegna a non compiere nessuna azione se non dopo averla soppesata adeguatamente e, quando si è presa la decisione, ad agire con tempestività. La fretta, quindi, è solo un debole degli sciocchi che agiscono senza precauzioni. I saggi, invece, non corrono mai il rischio di commettere errori poiché è nella loro indole la tendenza a riflettere e a procrastinare nel tempo le decisioni da prendere al fine di raggiungere con efficacia degli ottimi risultati.

La fortuna di questa figura retorica è testimoniata dal fatto che nel tempo numerosi furono gli uomini di potere o di cultura che la utilizzarono.

Tra gli altri va ricordato il nostro conterraneo Manunzio che, in quel di Venezia, utilizzò per le sue preziose stampe rinascimentali la sentenza “festina lente” associando l’anzidetto ossimoro all’immagine dell’ancora col delfino.

Nello stesso periodo storico, utilizzando però un’immagine differente, la suddetta contraddizione radicale fu utilizzata da Lorenzo il Magnifico associata, in questo caso, alla raffigurazione di una tartaruga dotata di una vela sul dorso.

Abbiamo fin qui parlato dell’ampio utilizzo che l’ossimoro “festina lente” ha avuto nel passato. Possiamo ora testimoniare che, a distanza di un paio di millenni, sulle colline poste alla destra della foce del Garigliano, questo ossimoro vive un ulteriore momento di fortuna.

“Festina lente” è la locuzione con cui il Sindaco Sardelli pare che continui ad incitare i Responsabili dei servizi del Comune di Minturno, specialmente per quanto riguarda il rinnovo degli appalti dei servizi in essere da molti anni.

E dire che almeno queste direttive vengono applicate alla lettera e il metodo pare non fare ad oggi una grinza: ci si affretta a indire la gara e, nelle more dell’indolente espletazione della stessa, si concedono congrue e reiterate proroghe.

Si assiste così a Minturno ad un fenomeno che va letto con attenzione, vengono puntualmente indette le gare, ma si giunge alla definizione delle stesse solo dopo un lungo, tortuoso e meditato percorso burocratico. Non ci sono eccezioni al riguardo, non si fanno sconti e non si corre assolutamente il rischio di abbreviare i tempi che la fretta, si sa, è pessima consigliera.

La gara per il trasporto scolastico, ad esempio, è stata indetta lo scorso anno per essere poi espletata solo nel mese di marzo u.s. e, nonostante tutto, l’anno scolastico è trascorso per intero prima di pervenire all’affidamento del servizio. Peccato, con il ribasso proposto dalla cooperativa che ha gestito fino ad ora il servizio e che, tra l’altro, ha vinto la gara, proponendo un sostanzioso ribasso, avremmo risparmiato ogni mese un bel po’ di soldini ed avremmo potuto far risparmiare anche i cittadini che già spendono un sacco di soldi per assicurare l’apprendimento scolastico ai propri figli.

Un discorso a parte va fatto per le pulizie dei locali della sede comunale. L’appalto è in proroga dal tempo dei tempi ed anche in questo caso, nelle more dell’espletamento della gara, si concedono proroghe su proroghe.

Guai a prendere decisioni affrettate sembra voler ribadire il primo cittadino. Propera lente e così i funzionari responsabili dei Servizi ben si guardano dal portare a compimento le licitazioni previste da tempo.

Emblematica, al riguardo, la proroga accordata all’impresa che gestisce il servizio della Raccolta dei Rifiuti Solidi Urbani. La Commissione stenta a riunirsi in quanto è puntualmente disertata dall’Assessore di riferimento e dai rappresentanti di maggioranza. Appare chiaro che, messi sull’avviso dal loro leader, i suddetti Consiglieri ben si guardano dal presentarsi alle riunioni della Commissione almeno fino a quando non avranno maturato una ferma convinzione in proposito, giusto il tempo, quindi, di far prorogare almeno per un paio di volte l’appalto in questione.

Discorso a parte va fatto per le … “urgenze”, cioè per bisogni improvvisi e per le contingenze immediate ed accidentali, che sempre incombono sull’accidentato percorso amministrativo del disgraziato comune laziale.

Che dire, ci sono cose imperscrutabili in questo strano Comune aurunco.

Ci sono, infatti, meccanismi apparentemente perfetti che se ben studiati mostrano all’osservatore tutti i difetti d’ideazione. Così come ci sono convenienze che, se ben ponderate, non convengono a nessuno e ci sono azioni nelle quali, al di là delle apparenze, gli opranti non tengono in tensione e non regolano effettivamente le cordicelle così come essi credono.

Cosa ci prospetta il futuro prossimo è arduo immaginarlo e non possiamo certo dire che le cose saranno effettivamente migliori così come non possiamo profetizzare sul quando le stesse cambieranno, ma una cosa è certa: qualcosa dovrà necessariamente cambiare, ed ogni uno di noi dovrà impegnasi in tal senso, se si vuole che le cose siano nell’avvenire migliori.

Per tanto, adelante, amici, si podéis, ma, lento pede, di grazia!