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La fabbrica dei dubbi (parte III)

Mentre l’Amministrazione comunale di Minturno dimostra, con la presentazione di uno specifico ordine del giorno contro l’arrivo degli inerti di Bagnoli a Penitro, una insolita sensibilità ambientale, continuano le proteste dei cittadini residenti a Marina di Minturno in località Dogana vecchia.

“La situazione è impossibile, sono tre anni che dobbiamo tenere porte e finestre chiuse”. E’ l’amara denuncia di uno dei componenti del Comitato Civico spontaneo contro l’insediamento della fabbrica d’imbarcazioni in vetroresina, l’Ariana, ubicata a Marina di Minturno.

Anni segnati da proteste ed esposti durante i quali gli abitanti della Dogana Vecchia, organizzati in un comitato spontaneo, non hanno mai smesso di chiedere aiuto.

“L’emissione di vapori nauseanti e fastidiosi che rendono l’aria malsana e irrespirabile a causa dell’attività industriale dell’azienda”, sono una verità inconfutabile. Ma, Minturno, purtroppo, è il classico luogo in “apnea informativa” in cui le notizie scomode vanno nascoste. Le molestie ambientali denunciate da un vasto gruppo di cittadini, per la tutela dei propri diritti, non interessa l’attuale amministrazione che pecca in coraggio come la passata.

Una vicenda delicata e complessa perché, nonostante le denunce degli abitanti, l’attività produttiva è stata dichiarata assolutamente in regola, dal Tribunale del Riesame di Latina nel settembre 2003, dopo il sequestro. Agli abitanti del luogo è stato fatto “capire” di non avere elementi oggettivi per sostenere un’ipotetica accusa nei confronti della fabbrica. L’Ariana possiederebbe tutte le autorizzazioni previste dalla legge e periodicamente assolverebbe ai controlli all’impianto fumario. Intanto, però, le segnalazioni degli abitanti della zona non diminuiscono, perché i cattivi odori non sono scomparsi. “Nel mio terreno confinante con il retro della fabbrica – può confermare un membro del comitato – sbocca un tubo di cemento dal quale si vede una materia nerastra e, annusando la terra si sente un forte odore dei prodotti chimici”. Una delle tante voci che esprimono forti preoccupazioni per la salute pubblica e dell’ambiente. Nelle vicinanze dell’azienda – fatto ancora più grave – vi sono case e attività commerciali e perfino un deposito di alimentari diviso solo dal muro dalla fabbrica. Ma la vicenda è nota, poiché è stata portata in Consiglio Comunale oltre due anni fa.

Inoltre, appare inverosimile la vicenda della scomparsa negli atti del Consiglio dell’interrogazione.

Intanto, rimane sempre attuale la richiesta di “un immediato spostamento della fabbrica in un’area idonea, lontana dalle abitazioni e in una struttura adatta allo scopo” da parte degli abitanti della Dogana Vecchia. Solo allora gli abitanti non si dovranno più preoccupare.

E’ imbarazzante notare come l’attuale amministrazione comunale si preoccupi per l’arrivo degli inerti di Bagnoli e poi fa il segno delle tre scimmiette nei confronti delle proteste civili di un gruppo di cittadini, contribuenti della cosa pubblica e rispettosi di ogni forma di dialogo non ricambiato.