Editoriale

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Elezioni

Ricognizione stato attuazione dei programmi ed equilibri di Bilancio 2005.

L’accertamento della stato di attuazione dei programmi e l’analisi degli equilibri finanziari sono due adempimenti contestuali di fondamentale importanza, poiché permettono al Consiglio Comunale di intervenire per mettere in atto, ove necessario, le opportune manovre correttive del bilancio.

Un aspetto che intendo subito rilevare, in modo molto chiaro, è l’assenza di una relazione politica alla presente ricognizione dei programmi 2005 e sugli equilibri di bilancio. Suppongo che manca una vera e propria relazione politica perché in questo bilancio di politico c’è ben poco. A Minturno i bilanci sono la fotocopia dei bilanci precedenti modificati secondo le esigenze personali o consociative di pochi.

Sostengo che: il rilancio della città non potrà mai avvenire se si continuano a portare avanti politiche fiscali e di bilancio estranee ad ogni più preciso riferimento alla realtà sociale ed economica del territorio.

Più volte ho detto in questa sede che il percorso politico amministrativo che conduce alla predisposizione del bilancio, presuppone un lavoro preparatorio intenso in quanto ad esso si unisce un indirizzo che valica l’esercizio annuale di riferimento per proiettarsi in un disegno di più lungo respiro.

Quello del bilancio è il momento più importante che un consesso Consiliare affronta e, dunque, che caratterizza politicamente l’amministrazione che ha il dovere di governare, perché a ciò chiamata, democraticamente, attraverso il consenso popolare liberamente espresso.

E’ necessario, nella predisposizione del bilancio, tracciare una linea programmatica diversa e più incisiva capace di esplicare la propria azione sotto l’aspetto civico, economico e sociale.

Il punto più acuto della necessità del bilancio attiene ancora, come ho sostenuto in altre occasioni, all’allargamento della platea dei contribuenti e quindi al recupero delle fasce di evasione al fine di porre in essere le premesse per una politica impositiva più equa non legata, cioè, a funzionali vessazioni, come nel caso della TOSAP il cui pagamento viene preteso per alcune manifestazioni mentre per altre non si chiedono nemmeno gli importi dovuti. In pratica a Minturno anche le tasse sono utilizzate strumentalmente come mezzo per ricompensare gli amici e per opprimere gli avversari.

Invitavo, a suo tempo, l’amministrazione ad operare su di una linea impositiva mirante a recuperare le sacche di evasione, e che esplicava, nel contempo, la funzione di regolatore socio economico, al fine di alleggerire il peso che sopportano i cittadini in regola con gli obblighi contributivi.

Ho sempre affermato con forza questi principi, perché ritengo doveroso riconoscere, come essenziale, una linea politica tendente ad allargare la possibilità di reperire risorse per soddisfare il sacrosanto bisogno di servizi dei cittadini e capace di tradurre le scelte programmatiche in organiche azioni amministrative.

Nelle più diverse sedi di ho ribadito il mio disappunto su scelte operate da due o tre persone, ho confidato a lungo nella speranza di un cambiamento della linea operativa dell’amministrazione in grado di soddisfare l’esigenza, di partecipazione amministrativa e di programmazione delle risorse, di tutti i Consiglieri a misura della comunità che essi rappresentano.

Ho sottolineato negativamente in più occasioni l’anomalo ricorso, da parte di alcuni funzionari di questo comune ai debiti fuori bilancio, perché l’amministrazione deve sollecitare i funzionari municipali ad assumere nell’ambito dell’espletamento di pubbliche funzioni e servizi di competenza, un atteggiamento più scrupoloso nell’osservare gli obblighi derivanti dai commi 1, 2 e 3 dell’art. 191 del T.U.E.L., ed a programmare le spese di competenza nei tempi e nei modi canonici onde evitare l’oramai inquietante ricorso al riconoscimento di debiti fuori bilancio.

Nello scorso mese di dicembre, invitai l’amministrazione, al fine di non considerare più “ordinario” uno strumento del tutto “eccezionale”, qual’è il ricorso ai debiti fuori bilancio, a prendere gli opportuni provvedimenti nei riguardi di quei funzionari che si sarebbero discostati dalla lineare programmazione delle spese di competenza.

Oggi, possiamo affermare che l’amministrazione alla vigilia delle scorse elezioni comunali ha dato seguito ai miei desiderata provvedendo ad aumentare l’indennità di posizione organizzativa proprio ai “fuoriclasse” dei debiti fuori bilancio ed ai “virtuosi” di altre pratiche amministrative che nelle prossime sedute consiliari proveremo a sviscerare nella loro aberrante dissolutezza.

Insisto nel ribadire che la corretta ed economica utilizzazione delle risorse finanziarie disponibili è l’elemento necessario per la costante prevenzione di situazioni patologiche di dissesto finanziario che rendono l’amministrazione incapace di garantire l’assolvimento delle funzioni e dei servizi indispensabili ai cittadini.

Noi dobbiamo in questa sede verificare non solo la situazione attuale del bilancio, ma considerare anche la proiezione delle disponibilità di entrata e dell’esigenze di spesa alla fine dell’esercizio.

Ora alla luce di quanto disposto in merito al pagamento della terza rata di condono, prevista in pagamento entro il 31 dicembre di quest’anno, che è stata spostata al 30 giugno del 2006, è opportuno ricordare non possono essere considerate ulteriori relative entrate imputabili al titolo IV delle entrate.

Un altro aspetto inquietante e al momento non sono disponibili i dati completi, riguarda l’ennesima svista di questa Giunta, in estrema sintesi, nonostante una nota dell’Assitalia S.p.A di Cassino del giorno 8 aprile 2005, alla quale per mesi non è stato dato riscontro, dal primo di giugno scorso fino al cinque di agosto, il nostro Comune non ha avuto nessun tipo di copertura assicurativa per la responsabilità civile conto terzi. Questa situazione, foriera di problematiche che potevano essere peggiori di quanto ora vado ad affermare, ha significato che in questo lasso di tempo, in merito alle richieste di risarcimento dei cittadini che hanno subito dei danni, il Comune di Minturno non è coperto e quindi dovremo risarcire tutti quei danni direttamente, nonché dovremo affidare tutte quelle pratiche a degli avvocati con un conseguente imprevisto aumento anche delle spese legali.

Appare assurdo questo stato di fatto, ma chi come me ha provato a mettere mano, seriamente, alle più differenti questioni di questo Ente sa benissimo con quanta leggerezza e con quanta disinvoltura si affrontano le questioni burocratiche basti pensare che fino al 2001 il nostro Comune non aveva mai provveduto a stipulare una polizza assicurativa per i lavoratori socialmente utili.

Ora è necessario provvedere delle risorse da destinare al pagamento dei danni subiti dai cittadini causati, per lo più, dalla situazione disastrata in cui versa la rete viaria cittadina. Al momento giacciono, presso l’ufficio preposto, decine di ricorsi i cui relativi danni alle persone ed alle cose vanno dal migliaio di Euro fino a decine di migliaia di Euro. Non credo eccessivo prevedere una somma di almeno ottantamila Euro per pagare i danni ai sinistrati che ne avranno diritto.

Ancora una volta, la superficialità dei nostri amministratori si traduce in danni ingenti per le finanze del nostro comune e in più tasse per i cittadini minturnesi.

E’ fondamentale verificare in questa sede la gestione dei residui per sincerarci che i procedimenti di entrata e di spesa attivati negli anni precedenti si siano conclusi o si stiano per concludere senza alterare l’equilibrio generale del bilancio.

Le percentuali di riscossioni in conto residui confermano un grave squilibrio di bilancio.

A questo punto non possono essere più considerate come crediti esigibili le somme dovute dal Consorzio riunito degli Aurunci. Appare inverosimile recuperare 582.000,00 Euro da un Ente che è in liquidazione e non ha più nulla o quasi da dare.

Questa sede rappresenta l’opportunità di verificare, sulla scorta delle registrazioni effettuate nei primi otto mesi dell’anno, se il Comune di Minturno è in linea con gli obiettivi per il 2005.

Su questo aspetto c’è poco da dire, i dati parlano chiaro, i programmi, qualora ce ne fossero concretamente, non sono stati attuati nemmeno nella metà delle condizioni inizialmente previste.

Un aspetto che salta agli occhi consiste nel fatto che c’è una bassa percentuale di attuazione riguardo numerosi servizi, ma non è concepibile che settori fondamentali e delicati come quello dei Servizi Sociali, ad oggi, stia al solo 15% della realizzazione dei programmi, invito l’Assessore così come tutti i colleghi di giunta a porre rimedio a questa situazione di evidente inefficienza amministrativa.

Se osserviamo con la necessaria attenzione alcune voci di bilancio ci rendiamo conto che ci sono ulteriori elementi di squilibrio, dovuti alla trascuratezza di molti funzionari che si sono dimenticati di rispondere alla nota, dello scorso 16 giugno protocollo 12088, nella quale erano invitati ad evidenziare eventuali maggiori esigenze per l’attuazione dei piani economici di gestione loro assegnati.

L’esperienza acquisita negli ultimi anni ha dimostrato come, nonostante le norme cogenti in materia di procedura di spesa, resta nel nostro Comune il problema della formazione dei debiti fuori bilancio rimane una realtà patologica per la quale è necessario adottare tutti gli accorgimenti affinché questo non si verifichi nel futuro.

Questa situazione di perdita del controllo degli equilibri di bilancio comunale era stata, a suo tempo, prevista, così come erano state evidenziate alcune urgenze. In realtà gli uomini della maggioranza non sono mai stati coinvolti nelle scelte e nelle concrete azioni amministrative.

Purtroppo, a detta di qualcuno sono i numeri che contano e chi li ha se ne serve. A Minturno i numeri di una maggioranza, sorda ad ogni giusto richiamo all’efficienza e all’economicità amministrativa, sono tali da impedire addirittura il confronto tra i partiti, i risultati però sono ora sotto gli occhi di tutti, e la situazione, se non si pongono a breve i giusti rimedi, si comprometterà irrimediabilmente.

Sulla programmazione in questo Consiglio Comunale non è mai avvenuto un serio dibattito così come sui riflessi che la stessa può avere anche per quanto concerne il personale.

Ricordo che è necessario stabilire, dopo la delibera di C. C. n. 29 dell’11/03/05 la dotazione organica complessiva dell’Ente in relazione alla Legge Finanziaria 2005, che ha modificato il rapporto occorrente per i Comuni tra la popolazione ed i dipendenti.

Non va neanche dimenticato che in tale ambito deve essere prevista una riduzione delle spese per il personale del 5%, pertanto, bisogna rideterminare l’assetto dei servizi e degli uffici alla luce della prevista istituzione delle figure dirigenziali; a tal proposito, mi permetto di ricordare che a distanza di cinque anni si è giunti a determinazioni più volte proposte dal sottoscritto, anche se pavento una sostanziale differenza nel fatto che per dare seguito alle clientele saranno magari nominati cinque dirigenti e saranno mantenute al loro posto incapaci ed inutili Posizioni Organizzative col solo risultato di aumentare le spese a carico dei contribuenti.

Poiché appare, in tutta evidenza, che ancora una volta si è ricorsi ad artifici contabili ed a soluzioni tampone, posticce e grossolane, ho ragione di ritenere, senza tema di smentita, che è stato preparato dall’amministrazione una relazione che ha poco di concreto, nonostante l’importanza in termini gestionali che il legislatore ha voluto dare a questo momento di verifica.

Affermo quindi che i dati riportati non sempre sono coerenti, sono venute meno fondamentali risorse ed appare chiaro che siamo di fronte ad un bilancio virtuale.

Tale convinzione si basa sostanzialmente sulla contezza delle omissioni di alcuni funzionari responsabili di posizione organizzativa in merito alle reali somme da imputare in alcune voci previste nei relativi P.E.G. e sui debiti fuori bilancio che non sono stati dichiarati in questa sede.

La realtà è un fallimento, i dati dimostrano che siamo alla vigilia di un nuovo dissesto. I dati macroeconomici, le linee tendenziali delle spese, la diminuzione dei trasferimenti dello Stato l’incapacità di operare per obiettivi ci sta portando lentamente ed inesorabilmente verso una spiacevole realtà finanziaria.

Il ricorso massiccio all’utilizzo dei fondi destinati alle opere di urbanizzazione per ripianare le spese correnti è sintomatico di quanto vado affermando.

A questo punto ritengo difficilmente attuabile il raggiungimento, da parte di questo Ente, degli obiettivi imposti dal patto di stabilità, considerato che il bilancio, alla luce di quando evidenziato non pare più in equilibrio, ed è prudente prospettare l’ipotesi di una chiusura del rendiconto in disavanzo di amministrazione.

Considerata la presenza di uno scarto, tra la situazione prospettata in data odierna e quella prevista alla fine dell’esercizio, appare senza dubbio evidente che il bilancio dovrà essere modificato aggiornando la disponibilità finanziaria e rivedendo la dimensione delle spese.

Invito la Giunta ad essere, nelle scelte contabili, più trasparente e più chiara, ad abbandonare la politica di piccolo cabotaggio, che fino ad oggi è stata posta in essere ed a raccogliere le sollecitazioni di quei Consiglieri che con il loro impegno e con la loro determinazione ad opporsi a scelte sbagliate sono, ai più, invisi a beneficio di inutili comparse politiche o di insaziabili tenie amministrative.

 

Minturno lì 30 settembre 2005

Il Consigliere

(dott. Ercole Conte)