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Rendiconto della gestione “Esercizio 2006”

Prima di cominciare ritengo opportuno sollevare una pregiudiziale circa la legittimità della discussione inerente il rendiconto della gestione dell’esercizio 2006. Come ho già detto in apertura della seduta consiliare, la votazione di questo punto, posto all’ordine del giorno, è inficiata dal fatto che i Consiglieri comunali non sono stati correttamente documentati. Infatti, manca negli atti, messi a disposizione dei Consiglieri comunali, l’elenco dei residui passivi distinti per anno, così come previsto dal Dlgs. 267/2000.
L’articolo 227 del Testo unico degli Enti locali - ossia quello che disciplina nello specifico il rendiconto della gestione - dispone al comma 5, lettera c), che sia allegato al rendiconto l'elenco dei residui attivi e passivi distinti per anno di provenienza.
Stiamo discutendo l’argomento e non c’è agli atti, né c’è stato, l’elenco dei residui passivi. Siamo persuasi che non si è trattato di una dimenticanza poiché da tale elenco si evincerebbe con chiarezza che molti di quei residui riportati non sono nemmeno il frutto di lineari procedure di impegno di spesa.
Quindi, prendiamo atto che, ancora una volta, l’Amministrazione comunale ha dimostrato, nel voler proseguire la presente seduta, una predisposizione naturale alla violazione di quanto disposto dalla normativa in materia.
Detto questo, mi riservo di valutare, insieme agli altri consiglieri d’opposizione, l’ipotesi di coinvolgere la Prefettura al riguardo visto e considerato che non ci vengono messi a disposizione i documenti formalmente richiesti o che ci devono essere dati in base a quanto previsto dalla legge. Inoltre, spiace rilevarlo, sono oramai troppe ed ingiustificabili le “vessazioni” nei confronti dei Consiglieri comunali di opposizione al punto tale che svolgere compiutamente il proprio mandato a Minturno diventa sempre più difficile così come svolgere la funzione di controllo è estremamente arduo e praticamente impossibile.
Fatta questa debita premessa, passiamo alla valutazione del rendiconto della gestione per l’anno 2006. Con il rendiconto della gestione, proposto all’approvazione di questa assemblea, l’amministrazione ha illustrato l’esito dell’attività svolta durante l’esercizio che si è concluso.
In questa occasione, quindi, emerge il confronto tra quanto preventivato nel bilancio di previsione e quelle che sono state le effettive risultanze dell’azione amministrativa, sia in termini di entrate che di spesa. Infatti, proprio mediante l’attenta valutazione dell’andamento generale delle entrate e delle spese effettuate, i Consiglieri comunali possono trarre gli elementi e gli spunti di riflessione che permettono la comprensione della complessa situazione finanziaria del nostro Comune.
Pertanto, dopo l’attenta e scrupolosa lettura della documentazione avuta a disposizione, dobbiamo esplicitare le nostre forti perplessità ed i fondati timori riguardo lo stato di salute delle finanze del nostro Comune.
Inoltre, i dati riportati ci appaiono in molti casi incongruenti al punto tale da distorcere addirittura il risultato della gestione. Il Conto del Patrimonio, ad esempio, si basa su elementi poco o affatto corrispondenti alla realtà poiché da cinque anni i dati non sono stati aggiornati.
L’indicazione dei beni immobili del Comune non è stata modificata addirittura dall’anno 2002. Ribadiamo ancora una volta, a distanza di un anno, l’evidente anomalia rappresentata dal fatto che se da un lato non sono state riportate negli elenchi dei beni immobili comunali alcune proprietà, che notoriamente appartengono al nostro demanio, dall’altro si continuano a riportare, nell’elenco ufficiale, altre proprietà che sono state alienate o perdute già da molto tempo.
Due esempi potranno giovare alla comprensione della noncuranza amministrativa della Giunta Sardelli: il castello baronale, vale a dire la parte pervenutaci per devoluzione dall’Ente Asili, è divenuto patrimonio del Comune da un anno, esattamente dal luglio scorso, e non risulta ancora nell’elenco dei beni patrimoniali, mentre i locali della delegazione comunale, sita in Marina di Minturno, sono stati perduti a causa della mancata registrazione dell’atto di trasferimento della proprietà. Ancora oggi, purtroppo, nonostante una interrogazione in merito, non abbiamo avuto modo di conoscere gli ambiti di responsabilità di questo ingente danno patrimoniale.
Di conseguenza, e questo conferma a pieno la valutazione negativa innanzi fatta, il Comune di Minturno oggi paga 9.000 Euro di affitto l’anno per gli stessi locali della delegazione di Marina di Minturno e dimentica di farsi pagare l’affitto dall’associazione Mary Poppins, che gestisce una scuola materna a pagamento presso i locali del Castello Baronale; anzi, ad un anno di distanza, il Comune di Minturno non ha ancora fatto sottoscrivere nemmeno un regolare contratto di affitto. Tanto paga… “Pantalone”.
Insomma, abbiamo appena descritto due eclatanti esempi di cattiva amministrazione da far vergognare qualsiasi amministratore aduso alla corretta amministrazione e responsabilmente votato ad una sana e corretta gestione della cosa pubblica.
Ripetiamo nuovamente un concetto già espresso lo scorso anno con la speranza che almeno questa volta possa essere recepito dal Sindaco e dai suoi collaboratori: “è indispensabile un efficace strumento di rilevazione e di ricognizione dei beni patrimoniali del Comune per normalizzare la situazione di’enorme confusione, più volte denunciata, per la quale il nostro Comune ha perso la proprietà di beni immobili dal cospicuo valore, nell’ordine delle centinaia di migliaia di Euro, e non riesce a ottenere dei risultati congrui dalla gestione dei propri beni demaniali.”
Non può stupire, quindi, il fatto che da numerose proprietà il Comune non percepisce il reddito previsto e, conseguentemente, purtroppo, verifichiamo una considerevole diminuzione delle entrate da tale cespite; anzi, è ancora necessario denunciare la pratica, tanto cara ad alcuni Responsabili di Servizio - al riguardo chiedo ai Revisori dei Conti di prendere le opportune misure correttive - di concedere i locali o le proprietà facenti parte del demanio comunale in comodato gratuito ai propri amici. Per intenderci, tale pratica è esplicitamente vietata dal regolamento di contabilità che è stato violato ripetutamente e il Comune di Minturno è venuto meno ad uno dei basilari principi che sono a fondamento di un corretto Bilancio: il principio d’integrità del bilancio stesso.
Com’è noto, il risultato di amministrazione si ottiene dal simultaneo concorso della gestione di competenza dell’anno 2006 e dai residui riportati dagli anni precedenti; tale risultato deve essere, in ogni caso, depurato dal valore di eventuali procedure esecutive intraprese dai creditori sulle disponibilità di tesoreria dell’ente, già poste in essere, ma non ancora riportate in contabilità ufficiale.
Ci vengono segnalati debiti fuori bilancio per soli 39.000 Euro. Sarà vero? Lo vedremo in seguito, ma non saremo comprensivi se qualche funzionario avrà nel frattempo dimenticato di riscontrare eventuali sentenze esecutive pervenute o quant’altro.
Rivolgo un ennesimo appello a che si ponga fine allo smisurato aumento dei costi nel settore del contenzioso, e allo stillicidio di Delibere adottate dalla Giunta, che, noncurante dei nostri richiami, continua ad assegnare incarichi ad avvocati (più o meno i soliti noti) con un piccolo acconto, eludendo la normativa che prevede che tali incarichi debbano essere affidati con determinazioni dirigenziali acquisendo i relativi preventivi di parcella. Un altro aspetto direttamente connesso a quanto ho appena dichiarato riguarda gli incarichi affidati dalla Giunta per le cause relative ai ricorsi dei cittadini multati presso il Giudice di Pace. Non riesco a capire in base a quale criterio la Giunta comunale affida degli incarichi che dovranno poi essere retribuiti dalla SOES; al riguardo ritengo che si tratti di una abominevole forzatura della legge, “farcita” di abbondante condimento in salsa clientelare, con non ancora prevedibili riscontri economici. Tornerò su questo tema prossimamente.
Per questa ragione, possiamo prevedere, senza tema di smentita, che, fra qualche anno, ci ritroveremo con un numero spropositato di debiti fuori bilancio derivanti dalle parcelle che saranno addebitate al Comune di Minturno a conclusione dei vari procedimenti giudiziari. Sarà utile ricordare che la prassi da adottare deve essere la seguente: contestualmente all’attribuzione dell’incarico, che deve essere assegnato solo dopo un’attenta valutazione dell’esecutivo sull’opportunità o meno di costituirsi in giudizio, è fondamentale impegnare le somme complessive che il Comune dovrà pagare pattuendo con il professionista quella che sarà la spesa complessiva del procedimento.
Purtroppo, ancora ad oggi, non esiste un elenco dei contenziosi in atto dal quale si può evincere il nome degli avvocati incaricati, le somme impegnate e i costi effettivi da sostenere.
Proseguiamo nella disanima degli aggregati principali del bilancio consuntivo in argomento.
Continua la costante diminuzione dei residui attivi inversamente proporzionale alla crescita di quelli passivi. Ne deriva una operazione contabile che contribuisce solo ad aumentare il saldo del fondo di cassa. In effetti, si assiste ad un evento contabile che si realizza solo grazie all’azione di rinvio del pagamento delle spese. Praticamente, ci sono soldi in cassa solo perché i pagamenti sono differiti nel tempo.
Gli indicatori finanziari sono, nel loro complesso, sostanzialmente negativi e tutti concorrono a confermare le perplessità sull’effettivo stato di salute delle finanze del Comune di Minturno.
Continua a crescere la pressione tributaria pro capite mentre è aumentato il grado di rigidità per l’indebitamento.
L’indebitamento per ogni cittadino è ulteriormente cresciuto mentre la propensione all’investimento è vistosamente diminuita per gli investimenti in opere pubbliche. Le poche opere pubbliche che vengono realizzate sono poste in essere solo grazie ai finanziamenti della Regione Lazio. Il Comune di Minturno oggi non è più in grado di realizzare nulla con investimenti propri evitando di accrescere ulteriormente l’indebitamente che ha superato, abbondantemente, i dieci milioni di Euro.
Infatti, siamo costretti a pagare, per la restituzione dei ratei alla Cassa Depositi e Prestiti, per ogni anno oltre 500.000 Euro vale a dire oltre il doppio rispetto a cinque anni fa.
Assistiamo impotenti all’aumento costante ed allarmante delle spese correnti ed alla conseguente contrazione delle spese per investimenti in opere pubbliche. Ciò dimostra che questa Amministrazione è incapace di contenere le spese superflue al fine di accumulare le risorse necessarie per la realizzazione delle opere strutturali essenziali per i servizi primari e per lo sviluppo del territorio.
Sulle spese sostenute per l’erogazione dei servizi a domanda individuale stendo un velo pietoso; ho già sollevato, al riguardo, in occasione della discussione del bilancio di previsione, tutti i miei dubbi circa la gestione delle entrate dovute all’erogazione dei servizi a domanda individuale. La Giunta comunale Sardelli continua a portare avanti la sua missione perseguendo gli stessi obiettivi dell’eroico Superciuk. Spende troppo, spende male, e fa ricadere i costi sui poveri per dare ai ricchi.
Dunque, dalla relazione tecnica al conto di bilancio lo stato delle finanze comunali è disastroso.
Per quanto riguarda la relazione al rendiconto della gestione, notiamo subito una situazione di palese inefficienza diffusa in quasi tutti i settori burocratici del Comune. Infatti, la realizzazione dei programmi, rapportati alle risorse attivate, denota la complessiva inefficienza della macchina burocratica nel suo complesso.
I programmi continuano ad essere realizzati solo in misure percentuali ridicole spesso inferiori al 50% dei programmi preventivati. Tutto ciò dovrebbe far riflettere.
Oramai è un dato acquisito l’incapacità di questa Giunta di approntare dei programmi attendibili, ed oggi a soli tre mesi dall’approvazione del bilancio di previsione sappiamo quali sono le conseguenze di un azzardo contabile perpetrato nonostante i puntuali rilievi fatti in questa sede e suffragati anche dalla relazione dei revisori contabili.
I PEG quest’anno sono stati assegnati solo alla fine del mese di giugno grazie ad un intervento sugli organi di stampa da parte del movimento civico “Tradizioni e Valori ch’io mi onoro di rappresentare, in qualità di capogruppo, in questo consesso.
Ancora non si riesce a credere come sia stato possibile votare un bilancio di previsione basato nella misura del 20% sui proventi degli autovelox. A tal proposito rilevo dei dati fortemente incongruenti riguardo i proventi dalle sanzioni del codice della strada. Ho ripreso le deliberazioni a riguardo e i dati non tornano. Come vengono inseriti i dati nel bilancio? Quali sono le fonti ed i riscontri?
Dico questo riferendomi anche ai dati riportati nel bilancio relativi ai costi relativi il servizio della raccolta dei rifiuti solidi urbani. Insomma, come si fa a riportare la somma di 5.000 Euro per i costi della raccolta differenziata se solamente l’immaginaria raccolta degli umidi costa al popolo minturnese 21.000 Euro al mese ed il servizio non è stato mai effettuato? Ci volete far credere che vi siete dimenticati dell’ampliamento del servizio della raccolta differenziata approvata con deliberazione n. 128 del 2003? Basta poco a ricordarlo, a memoria posso dire che si trattava di oltre 160.000 Euro l’anno. Dove sono indicate tale cifre?
Possiamo lecitamente dubitare a questo punto anche della percentuale di copertura dei costi del servizio di raccolta che ci dicono essere pari all’85%.
Dai dati sin qui riportati si evidenzia la difficoltà che l’Amministrazione incontra nel reperimento delle risorse di entrata. Non mi soffermerò sul fallimentare Condono dei tributi comunali, fortemente voluto dalla giunta Sardelli, ma non posso esimermi dal ribadire, ancora una volta, che c’è una forte incongruità per quanto riguarda i contribuenti iscritti ai ruoli rispetto al cospicuo patrimonio immobiliare presente su tutto il territorio.
Discorso a parte va fatto sull’ICI riguardante le aree fabbricabili. In occasione della discussione del bilancio di previsione abbiamo sostenuto l’inapplicabilità della delibera di Giunta al riguardo. Avevamo posto l’accento su elementi tali da ritenere illegittimo l’intero impianto di quella delibera. Anche l’organo di Revisione contabile aveva espresso le proprie riserve. Oggi scopriamo che l’ufficio preposto si avvale di una piantina redatta non si sa da quale funzionario che non tiene minimamente conto del disposto della succitata deliberazione.
Ci sono in quella planimetria dei dati difformi che lasciano riflettere chi conosce anche per sommi capi le varie situazioni personali di molti amministratori. Stupisce, ad esempio, che tra via Miano e via Zeccarelle ci sia una zona franca dove i costi sono diversi dalle aree limitrofe. Io non credo che ci siano differenze di costo tra un area fabbricabile sita in via Miano ed una posta in via Gioiello. Eppure basta avere la fortuna di avere un area fabbricabile magari in via Zeccarelle o in via Boari per avere la combinazione di dover pagare la stessa somma spettante ad un proprietario di un analogo immobile sito in via Pisciavino in località Santa Barbara, cioè nelle lande più sperdute del nostro territorio comunale. Chi conosce quella zona del nostro Comune avrà già compreso il senso del mio discorso.
Si può ritenere, dunque, plausibile che un immobile sito ad esempio sulle colline di Scauri abbia lo stesso valore di un immobile simile posto sulle colline di Pulcherini?
Certamente non è plausibile indicare con lo stesso valore immobili siti in una zona panoramica come è la zona Tora di Scauri, posta a poche centinaia di metri dal mare, ed una zona situata nell’interno come ad esempio Solacciano.
La cosa grave che evidenzio riguarda il totale travisamento del dispositivo della delibera votata in Consiglio comunale contestualmente al Bilancio di previsione. Pertanto, se ci saranno contenziosi o polemiche bisognerà andare ad accertare chi ha dato le erronee disposizioni. Ulteriore grave elemento, che avvalora la presente denuncia, riguarda l’utilizzo di una cartina, con la relativa legenda e le somme da pagare, che è in uso presso l’ufficio ICI sulla quale viene citata la Delibera consiliare della quale dovrebbe essere un allegato; ma tutti sappiamo che non esiste tale allegato e la controprova è data dalla mancanza di ulteriori elementi tra i quali la sigla dell’estensore della planimetria in questione.
Ci ritorneremo sicuramente su questo argomento sperando che nel contempo non si attivino i cittadini con iniziative legali in maniera tale da implementare il contenzioso che, come abbiamo già detto, è sproporzionato.
Le entrate derivanti dalla tassa di pubblicità sono ridicole e continuano a diminuire. Per fortuna ci sono i tabelloni del SIT, sistema informativo territoriale, gestiti niente popò di meno che dalla SOES dalla quale il Comune non ricava altro che qualche passaggio pubblicitario, mentre non è dato sapere questi tabelloni a quali contatori dell’energia elettrica sono connessi. Ho l’atroce dubbio che l’affare di questi tabelloni non sia poi un grande affare per il nostro Comune.
Vorrei omettere di parlare della tassa per l’occupazione del suolo pubblico, ma poiché il mio invito, espresso in questa sede in occasione dell’approvazione del bilancio consuntivo dello scorso anno, non è stato recepito, sarò ripetitivo ed inviterò, anche in questa occasione, l’amministrazione e in special modo il Primo cittadino, a rispettare e a fare rispettare la norma attivandosi al fine di evitare il perpetuarsi del fenomeno dell’evasione in tale settore.
Proprio a riguardo dell’occupazione del suolo pubblico vengono segnalate da più parti fatti abnormi. Dai registri contabili non risultano essere stati mai effettuati pagamenti dell’occupazione del suolo pubblico da parte di numerose attività anche da parte di quelle che occupano ampie aree di proprietà comunale, mentre nessuno fino ad oggi si è mai preoccupato di far pagare gli occupanti. Possibile? Chi avrebbe dovuto verificare e non lo ha fatto? Quanti soldi il Comune di Minturno ha perso al riguardo? Chi è il responsabile di tutto ciò?
Possibile che non sia stata presa in esame una evasione che appare incomprensibile considerato la durata, l’ampiezza delle aree che vengono utilizzate ed i luoghi delle occupazioni?
Volutamente non ho voluto sottolineare i singoli casi, ma voglio rappresentare una situazione diffusa, esemplificativa di una prassi che appare consolidata. Nessuno si preoccupa di andare a verificare lo stato di occupazione delle proprietà comunali e questa negativa consuetudine finisce per favorire pochi, mentre viene danneggiata l’intera collettività.
Avevo già sottolineato negativamente l’aumento sproporzionato dei residui passivi. Questo artificio si è reso necessario al fine di mantenere costante la disponibilità di cassa. Adesso è il caso di parlare dei residui attivi riportati e tra questi citare ancora una volta i circa 900.000 Euro che già negli scorsi anni avevo sostenuto essere difficilmente esigibili.
Molti ricorderanno la denuncia del gruppo consiliare “Tradizioni e Valori” a tale riguardo in occasione della costituzione del nostro Comune contro l’atto di pignoramento presso terzi presentato dall’Enel in quanto il Comune di Minturno è un ente consociato al Consorzio Acquedotti Riuniti degli Aurunci. Solo in quella occasione, aprile 2007, il Comune di Minturno ha dato mandato ad un avvocato per recuperare le somme relative ai crediti vantati nei confronti del Consorzio.
L’epilogo è facile prevederlo: l’Enel, in qualità di fornitore, dovrà essere risarcita dei 10.000.000 di Euro ed il Comune di Minturno, se “Santa Regione Lazio” non ci metterà una pezza, dovrà cacciare la sua quota che è sicuramente superiore ai crediti vantati. Giacché al danno si abbina sempre la beffa a quel punto il Consorzio non avrà veramente più nulla da dare e il Comune di Minturno, che a causa dell’inerzia dei suoi amministratori non si è mosso per tempo, alla fine non sarà nemmeno ristorato delle somme ad oggi riportate, sconvenientemente, come residui attivi.
L’esecutivo in tutti questi anni non si era preoccupato di agire; evidentemente aveva altro da fare come ad esempio dare incarico a qualche avvocato “ad adiuvandum” contro il Comune di Bassiano reo di non aver voluto aderire all’ATO 4. Evidentemente queste sono le priorità che dispone il nostro Primo cittadino.
Sarà servito questo mio intervento? Dubito visto i risultati ottenuti dai precedenti discorsi fatti in questa aula. Purtroppo ancora non vi siete resi conto della reale situazione finanziaria del nostro Comune.
Tutti i dati riportati dimostrano l’andamento generalmente negativo che è pure tendente al peggio. Non credo che si potrà continuare ancora attivando manovre contabili diversive, che possono solo ritardare, ma non impedire, l’evolvere di situazioni che non osiamo nemmeno ipotizzare.
Ora, se consideriamo la cifra enorme dei residui attivi annotati, ma inesigibili per quanto prima riportato e se a tutto questo aggiungiamo i dati relativi al forte indebitamento e la diminuita capacità di contrarre nuovi ed ulteriori prestiti, traiamo conseguentemente dei dati allarmanti.
Diventa, per questo motivo, indispensabile un intervento deciso sull’apparato burocratico ed una diversa impostazione della politica amministrativa che si dovrà improntare seguendo i principi di efficienza, di efficacia e di economicità.
Aggiungere altro è superfluo. Soprattutto se dall’altra parte non c’è un interlocutore attento, capace di fare ammenda dei propri errori e disposto a mutare costumi e metodi amministrativi, a far porre fine a pratiche burocratiche che sono alla base dell’enorme spreco del pubblico denaro.
L’anno scorso, in occasione della discussione sul Rendiconto di gestione dell’anno 2005, avevo auspicato una maggiore collaborazione, da parte dell’esecutivo, delle forze di maggioranza e quelle di opposizione, ciascuno nell’ambito del ruolo rivestito, per porre rimedio a questa grave situazione, ma inutilmente. Abbiamo perso un altro anno per poter rimediare.
Minturno 13 luglio 2007
                                  
                                                                                  Ercole Conte