Editoriale

Editoriali scritti dal gruppo

Elezioni

MOCHI - CIRILLI, LA SOLUZIONE È SOLO UNA QUESTIONE DI PESO

Nuovo documento e nuova raccolta di firme per Alleanza nazionale, ma a promuoverla questa volta è il presidente provinciale del partito che ha deciso di contarsi. Alleanza nazionale, un luogo dove tutti bastano a se stessi e nessuno basta al partito. L’altra faccia della politica viene fornita ora dal punto di vista di Giuseppe Mochi. Dopo la decisione del gruppo guidato da Fabrizio Cirilli di autosospendersi, la palla passa nelle mani del presidente provinciale del partito. Da ieri sta circolando un documento, l’ennesimo, nel quale si chiede di sottoscrivere l’adesione ad un progetto politico. Quello dell’Alleanza nazionale che fa capo a Mochi che chiede esplicitamente “di accogliere l’invito della presidenza provinciale al dialogo, al confronto sereno e alla coesione interna. Un impegno ad investire ogni sforzo possibile per consentire ad An, in provincia di Latina, di affrontare l’imminente competizione elettorale da protagonista”. Le polemiche che negli ultimi giorni hanno agitato l’ala destra della Casa delle Libertà, gravano come il più pesante degli ostacoli. Le due anime di An, il correntone di Cirilli e Giovanchelli, da una parte, e gli uomini di Mochi e De Monaco, dall'altra, hanno aperto la guerra su tutto. Sulla gestione di An, sulle elezioni politiche, sull’accordo raggiunto per la verifica, sul ruolo svolto in questi anni da Vincenzo Zaccheo e Riccardo Pedrizzi. In mezzo? Resta il partito. Quella base fatta dai cittadini – elettori e dai simpatizzanti che di fronte a questa incapacità di ricompattarsi si chiude nel silenzio e nel distacco. “Questo – continua il documento – non vuole essere un patto di corrente né tanto meno di cordate ma il denominatore comune di pesone da anni impegnate come militanti che, da oggi, si mobiliteranno per tornare a far accendere i riflettori della politica su An che dovrà essere ancora un partito di proposta”. Le riunioni di corrente sono andate avanti per notti intere per cercare una soluzione che non frantumasse ulteriormente il partito. Giuseppe Mochi staziona fisso fra i suoi. Il risultato? Tutto inutile, la sua presenza non basta ad impedire il naufragio, almeno fino a questo momento. Ora il presidente provinciale di Alleanza nazionale vuole mettere tutto nero su bianco. Le parole volano, ma le firme restano. Gli amministratori in quota ad An sono circa 130. A questi si aggiungono i coordinatori comunali e quelli cittadini. Il supporto ottenuto da Cirilli è di 53 nomi. Gli altri? Sono rimasti nell’ombra ed ora dovranno uscire allo scoperto. Il partito in blocco è chiamato a schierarsi. Ma? A fare la differenza potrebbero essere proprio gli incerti. Quegli assessori e consiglieri che prima di decidere da che parte combattere preferiscono restare al centro in attesa di vedere chi sopravviverà a questacorsa al massacro. Il prossimo, qualcuno spera decisivo, incontro sui tavoli romani dovrà portare ad una conclusione. Marco Martinelli, braccio destro di Gianfranco Fini, non rilascia dichiarazioni in merito. Il coordinatore regionale, Francesco Aracri è sull’orlo di una crisi, di nervi. Di fronte a questa incapacità di lavare i panni sporchi in famiglia si stanno arrendendo anche i più agguerriti politici. Quello che si sta verificando è un regolamento di conti ad uso interno. In assenza della capacità di fare politica, la cui sintesi sarebbe stata facilmente rappresentata da un compromesso, a fare la differenza sarà il peso dei fogli che Mochi e Cirilli porteranno ad Aracri.

Il Territorio 25 ottobre 2005