Ci sono o ci fanno?
Minturno, tra le altre numerose singolarità, eccelle in una particolare classifica, infatti, tra i Comuni della provincia di Latina e, presumibilmente, di tutto il Lazio, vanta un numero altissimo, in percentuale alla sua popolazione residente, di persone che hanno ricevuto l’attestato d’invalidità.
Non è il caso di parlare, in quest’occasione, delle ragioni storiche che hanno portato il nostro Comune nelle vette di una classifica così speciale, però, temere che, oltre alle centinaia d’invalidi, e, probabilmente, di qualche sparuta e fortunata genia che, pur munita di regolare attestato d’invalidità, testimonia, a noi comuni mortali, capacità encomiabili di dissimulazione dei loro accidenti, ci fossero anche i nostri amministratori, era un dubbio che dovevamo fugare nel minor tempo possibile.
Vogliamo, quindi, subito tranquillizzare qualche premuroso ed apprensivo lettore: i nostri amministratori sono sanissimi, purtroppo, chi sta veramente male è la nostra amata Minturno.
E dire che, per un attimo, abbiamo temuto che i nostri amici, al governo della città, fossero veramente sordi e, pertanto, potessero migliorare il poco invidiabile primato accennato nell’apertura dell’editoriale.
Un breve giro per gli uffici del Comune e, dopo aver avuto ampie assicurazioni che l’eco della nostra denuncia era giunta, puntualmente, fin sul Colle della loggia del Paradiso, abbiamo realizzato che, anche questa volta, ci fanno.
Dunque, i solerti collaboratori di Sardelli, nonché egli stesso medesimo, non sono sordi, ma ci fanno ad esserlo ché, e in questo caso lo ribadiamo, corredando la nostra denuncia con un piccolo reportage fotografico, non è possibile, dopo le sollecitazioni fatte, anche per mezzo della carta stampata, che le pratiche dei tre condoni, succedutisi nell’ultimo ventennio, sono ancora affastellate, anzi ammucchiate alla rinfusa ed alla mercé di chiunque voglia emulare qualche tecnico-politico del posto portandosi a casa le pratiche di condono.
Certo le pratiche di condono dovevano pur essere istruite, ma dopo vent’anni dovrebbero essersi quantomeno “laureate”, magari con un paio di stagioni di fuori corso!
Non ci sono, e non ci possono essere, scusanti a tale stato di cose.
Ribadiamo con forza, come abbiamo già fatto in altre sedi, che è necessario avere subito piena cognizione: di quante pratiche di condono, nel tempo, sono state presentate; di quante pratiche sono state completate; di chi sono i tecnici cui sono state affidate le pratiche da istruire e, infine, con quale criterio i tecnici sono stati scelti.
Vogliamo solo avere cognizione dell’ampiezza del fenomeno per contribuire, anche noi, a trovare una soluzione a questo problema prima che diventi l’ennesimo “caso” della politica urbanistica del nostro Comune.
Ricordiamo al signor Sindaco quanto egli dicesse durante la scorsa campagna elettorale, dopo dieci anni di governo della Giunta Graziano, “era giunto il momento, a Minturno, di mettere le cose a posto”, ebbene, signor Sindaco, colga pure l’occasione al volo, mantenga fede, una volta tanto, alla parola data e determini a che, finalmente, qualcosa di buono venga fatto: faccia spolverare e mettere a posto almeno le pratiche di condono!